L’Unesco ci riprova: la Grande barriera corallina è un sito “in pericolo”

Quest’anno, per la prima volta, il reef ha subito un evento di sbiancamento dei coralli diffuso e intenso in un anno caratterizzato da La Niña. Mentre l’impatto della crisi climatica si acuisce, i piani di conservazione del governo sono inadeguati e non si registrano abbastanza progressi

Grande barriera corallina, Unesco: va messa tra i siti “in pericolo”
Photo by Alexander Van Steenberge on Unsplash

Dal 1981 la Grande barriera corallina è un sito Patrimonio dell’umanità

(Rinnovabili.it) – La capacità della Grande barriera corallina di adattarsi al cambiamento climatico è “sostanzialmente compromessa”. Per questo motivo il reef deve essere inserito nella lista dei siti “in pericolo” tra quelli dichiarati Patrimonio dell’umanità. Lo scrive l’Unesco nel rapporto della missione di monitoraggio condotta lo scorso 21-30 marzo in Australia.

Per l’ennesima volta, la valutazione degli esperti Onu conclude che l’Australia non fa abbastanza per tutelare lo stato di salute della Grande barriera corallina. Finora, però, il governo australiano è sempre riuscito a fare abbastanza pressioni sul comitato Unesco che ha la parola finale. Scongiurando l’inserimento in lista che provocherebbe danni di immagine e al turismo.

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Anche questa volta, il governo ha annunciato che si batterà per evitare l’umiliazione. L’argomento? L’esecutivo è cambiato da marzo a oggi, il nuovo gabinetto dei ministri ha intenzione di cambiare rotta rispetto al passato, quindi la valutazione Unesco è datata e non rispecchia più la situazione attuale. In realtà, ovviamente, lo stato di conservazione della Grande barriera corallina è deteriorato già adesso: il governo australiano sta solo provando a prendere tempo.

La missione di monitoraggio, infatti, ha concluso che il reef “è significativamente impattato dai fattori del cambiamento climatico” e che la sua capacità di rispondere al climate change è minata “in particolare – ma non solo – a causa del degrado della qualità dell’acqua”. Sotto la lente ci sono, ancora una volta, i valori eccessivi di sostanze inquinanti che derivano da agricoltura e allevamento e finiscono in mare.

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A fronte di sforzi di tutela insufficienti, la crisi climatica “è una sfida attuale e crescente” per la barriera, scrivono gli esperti, che sono afferenti all’ente culturale dell’Onu e allo Iucn, la più grande organizzazione conservazionista al mondo. “La Grande barriera corallina ha subito una serie di diffusi eventi di sbiancamento dei coralli, che si verificano con frequenza crescente, tra cui quattro eventi negli ultimi sette anni. Un nuovo sbiancamento di massa si è verificato durante la visita del team della missione ed è avvenuto, per la prima volta nella storia, in un periodo tradizionalmente più fresco di La Niña, nota il rapporto con estrema preoccupazione.

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