In Nuova Zelanda, Auckland testa la tassa per il clima

Costerà circa 0,6 euro la settimana ai residenti. Il pacchetto da 600 mln euro, metà finanziati dal governo e metà con l’imposta locale, servirà soprattutto per ripensare la mobilità urbana, spazi verdi e foreste

Tassa per il clima: il modello Auckland contro il climate change
via depositphotos.com

La tassa per il clima finanzia anche nuovi traghetti elettrici

(Rinnovabili.it) – Sessanta centesimi la settimana per abbattere le emissioni, preparare la città all’impatto del cambiamento climatico, cambiare la mobilità urbana e moltiplicare gli spazi verdi. Con la garanzia che i soldi saranno impiegati solo per queste azioni. Funziona così la tassa per il clima appena introdotta da Auckland, in Nuova Zelanda. La città grande quasi come Roma farà pagare ai suoi 1,5 milioni di residenti una somma per rispondere alle insidie del climate change. È uno dei primi centri urbani al mondo a introdurre una misura del genere.

“Molto tempo dopo che il Covid-19 cesserà di essere una minaccia importante per noi, ci sarà la crisi in corso causata dal cambiamento climatico. Non possiamo permetterci di rimandare ancora l’azione necessaria per evitare un disastro climatico”, ha dichiarato il sindaco di Auckland, Phil Goff.

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Goff ha fatto approvare un piano da 1 miliardo di dollari locali (600 mln di euro) spalmati su 10 anni per attrezzare la città contro la crisi climatica. Metà recuperati tramite la tassa per il clima, l’altra metà da fondi governativi. Già nel 2019, Auckland aveva dichiarato lo stato di “emergenza climatica”. Una mossa poco più che formale, che riconosce però la gravità della situazione. “Non partiamo da zero, ma sappiamo anche che non stiamo facendo abbastanza”, ha aggiunto Goff.

Come sarà usata la tassa per il clima? Più di un terzo dei proventi finirà nel capitolo mobilità, soprattutto per rendere accessibile e fruibile la città a pedoni e ciclisti. Una fetta consistente, il 12%, servirà per ammodernare la flotta di traghetti della città, che sono la causa del 21% delle emissioni totali di Auckland. Ma anche per rinnovare la flotta di bus con veicoli a basse emissioni. Il resto finirà nel potenziamento del verde urbano e delle aree verdi che circondano il centro città.

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“Anche se a nessuno piace l’idea di pagare più tasse, abbiamo sentito chiaramente dagli abitanti di Auckland che vogliono che facciamo di più per il cambiamento climatico e per migliorare il nostro sistema di trasporto pubblico”, ha specificato Goff. “Dobbiamo essere in grado di dire alle generazioni future che abbiamo usato ogni strumento nella cassetta degli attrezzi per affrontare la crisi climatica”.

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