Tecnologie verdi, si allarga il gap tra Nord e Sud globali

Tra 2018 e 2021, la quota di export di tecnologie verdi dei paesi in via di sviluppo è scesa dal 48 a meno del 33%. I settori che pesano di più su questo divario sono blockchain, droni, editing genetico, nanotecnologie ed energia solare. Il rapporto dell’Unctad fa il punto della situazione

 Tecnologie verdi: si allarga il gap tra Nord e Sud globali
Foto di Mahdis Mousavi su Unsplash

Le 17 tecnologie protagoniste della transizione energetica e digitale possono creare un mercato da 9.500 mld $ entro il 2030

(Rinnovabili.it) – Mentre il mercato delle tecnologie verdi è in piena crescita, si sta allargando in modo preoccupante il gap tecnologico tra Nord e Sud globali. Le principali tecnologie ‘di frontiera’ che hanno un ruolo centrale nella transizione energetica e digitale – dall’intelligenza artificiale al 5G, dall’idrogeno verde all’innovazione in fotovoltaico ed eolico, passando per la mobilità elettrica – possono creare un mercato da oltre 9.500 miliardi di dollari entro fine decennio. Ma finora sono le economie più avanzate ad aver goduto della maggior parte dei benefici.

Lo sottolinea un rapporto di Unctad, la conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo, che accende i riflettori su un livello emergente di disuguaglianza a livello globale. Che è visibile già adesso, ma potrebbe avere un impatto molto più significativo già nei prossimi anni. Secondo gli autori, infatti, il gap tecnologico si sta allargando rapidamente.

Le nuove disuguaglianza dietro le tecnologie verdi

Tra il 2018 e il 2021, le esportazioni totali di tecnologie verdi dai paesi sviluppati sono cresciute da circa 60 miliardi a oltre 156 miliardi di dollari. Nello stesso periodo, le esportazioni dai paesi in via di sviluppo sono passate soltanto da 57 a 75 miliardi di dollari. Questo significa che, in tre anni, la quota di export globale dei paesi in via di sviluppo e scesa dal 48% a meno del 33%.

Quali sono le tecnologie verdi che pesano di più su questo divario? Blockchain, droni, editing genetico, nanotecnologie ed energia solare. Sono quelle ai primi posti nell’”indice di preparazione alle tecnologie di frontiera” stilato da Unctad. Da cui emerge come siano ben pochi i paesi in via di sviluppo abbiano le capacità necessarie per trarre vantaggio da queste tecnologie. La Malesia è al 32° posto, gli Emirati Arabi Uniti al 37°, il Brasile al 40°. Solo questi 3 sono inseriti nel gruppo di Stati con più potenzialità sulla base di indicatori relativi a information technology, competenze, ricerca e sviluppo, capacità industriale e finanza.

Per trarre vantaggio dalla rivoluzione tecnologica verde, nei paesi in via di sviluppo servono politiche industriali, di innovazione ed energetiche proattive e mirate alle tecnologie verdi. Per Shamika N. Sirimanne, direttore della divisione tecnologia e logistica dell’Unctad, questi paesi “hanno bisogno di agire con urgenza e di trovare le giuste risposte politiche. Mentre i Paesi in via di sviluppo “rispondono alle urgenti crisi interconnesse di oggi, devono anche intraprendere azioni strategiche a lungo termine per costruire innovazione e capacità tecnologiche per stimolare una crescita economica sostenibile e aumentare la loro resilienza alle crisi future”.

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