Attuare la transizione sostenibile in un’epoca di cambiamenti tecnologici e demografici

Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, nel percorso vero le zero emissioni bisogna sempre tener presente gli effetti dell’invecchiamento della popolazione, delle tecnologie emergenti e dei mutamenti fiscali

Transizione sostenibile
Foto di Colin Behrens da Pixabay

Pubblicato il nuovo report sulla transizione sostenibile dell’Europa

(Rinnovabili.it) – Integrare in modo più organico le politiche ambientali nelle attività dei governi è fondamentale per una vera transizione sostenibile. Al contempo è necessario prendere atto delle modifiche sistemiche imposte dalle tecnologie emergenti, dall’invecchiamento demografico e dal settore finanziario e fiscale che potrebbero influenzare il percorso dell’UE verso un futuro a zero emissioni. A metterlo in luce è un nuovo report della European Environment Agency (AEA) intitolato “La transizione verso la sostenibilità in Europa in un’epoca di cambiamenti demografici e tecnologici”. 

Lo scoppio della pandemia COVID-19– si legge nel rapporto – ha cambiato l’Europa e il mondo in un batter d’occhio. […] Avrà un impatto duraturo sul modo in cui viviamo e lavoriamo, anche quando il virus sarà scomparso. E ha colpito in un momento in cui l’Europa aveva già attraversato un periodo di profonda trasformazione a causa di cambiamenti climatici, sociali e demografici”.

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Il percorso verso la neutralità climatica intrapreso dall’UE comporta una trasformazione completa dei sistemi energetici, di mobilità e alimentari, ma in un contesto di transizione multipla le difficoltà sono, appunto, molteplici. Il rapporto sottolinea infatti come l’innovazione tecnologica non sia necessariamente interessata agli obiettivi di sostenibilità e, al contempo, come gli strumenti di politica fiscale e finanziaria, fondamentali per la transizione sostenibile, incontreranno notevoli difficoltà proprio a causa dei cambiamenti sociali ed economici causati dalle tecnologie emergenti e dalle nuove tendenze demografiche.

Nello specifico, l’invecchiamento della popolazione porterà a maggiori consumi di energia, ridurrà la forza lavoro e avrà un effetto negativo sulla sostenibilità fiscale europea (vista la necessità di spese per la salute e la protezione sociale). Per quanto concerne invece le innovazioni tecnologiche, se anche dovessero farci guadagnare punti sul fronte efficienza delle risorse e decarbonizzazione, porteranno inevitabilmente a un aumento della produttività. In tal modo aumenterà la pressione sui bilanci pubblici in quanto il lavoro umano sarà sempre più sostituibile. Al contempo molte delle tecnologie emergenti, dall’automazione all’intelligenza artificiale, potrebbero richiedere energia aggiuntiva, portando a conseguenze importanti sulla domanda di risorse naturali. 

In questo contesto incerto e in rapido cambiamento l’Europa, per affrontare in ottica sostenibile le sfide del XXI secolo, deve mettere in atto politiche chiare, coraggiose e a lungo termine. “La transizione sostenibile – conclude il report – risiede in questo ambiente in trasformazione”. Considerando “la transizione verso la sostenibilità nel contesto di queste transizioni multiple, le azioni ambientali e climatiche si spostano definitivamente dal regno delle politiche settoriali per assumere una posizione centrale nel macro-livello delle politiche economiche, finanziarie, fiscali e sociali”.

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