Polveri sottili: gli Euro 6 potranno inquinare il 50% in più

Il Guardian svela una bozza di emendamento sugli Euro 6 allo studio a Bruxelles: quasi tutti i paesi membri sono d’accordo ad aumentare il limite per i PM del 50%, l’industria dell’auto preme per +300%

Polveri sottili: gli Euro 6 potranno inquinare il 50% in più

 

(Rinnovabili.it) – Le nuove automobili che circoleranno in Unione europea potranno superare del 50% l’attuale limite sulle emissioni di polveri sottili. È quanto si apprende da una bozza di legge che Bruxelles starebbe preparando in vista dell’approvazione finale il prossimo 7 dicembre da parte di un comitato di tecnici. Una misura che è appoggiata da molti stati membri e, ovviamente, piace anche alle case automobilistiche.

Il documento non è ancora di dominio pubblico, ma è finito in mano al quotidiano britannico Guardian. Nonostante i veicoli su gomma costituiscano una delle maggiori fonti di emissioni in Ue, sarebbero molti gli stati disposti ad alzare il limite attuale, stabilito per gli Euro 6, del 50%. E forse anche di più. In questa fase preparatoria, infatti, i rappresentanti degli stati stanno discutendo con l’industria dell’auto, che stando al Guardian farebbe pressioni per alzare il limite addirittura del 300%.

 

Se questa posizione ha dell’incredibile, la motivazione con cui è stata avanzata non è da meno. Per la European automobile manufacturers association (Acea), infatti, l’aumento è più che giustificato a causa della “incertezza nelle misurazioni” dei test sulle emissioni. Evidentemente a molti, a Bruxelles, giova avere la memoria corta: si tratta degli stessi test finiti nel mirino con il dieselgate, e l’Ue ha promesso di impegnarsi per rendere più affidabili e uniformi gli esami in laboratorio e su strada. L’industria dell’auto tenta il gioco di prestigio presentando il problema come se fosse la soluzione. Con la compiacenza dell’Ue, che in questo modo vanifica qualsiasi sforzo per il miglioramento della qualità dell’aria.

Le polveri sottili sono il fattore che contribuisce in misura maggiore alle circa 600mila morti premature causate ogni anno dall’inquinamento dell’aria in Europa. Per l’Ong Transport & Environment siamo di fronte alla nascita di un “petrolgate”. “A meno che la Commissione e i governi non stabiliscano procedure stringenti per i test per proteggere l’industria dalla sua miopia – commenta T&E – entro pochi anni assisteremo ad un continuo aumento dei livelli di polveri sottili che uccideranno prematuramente centinaia di migliaia di cittadini”. Secondo l’Ong basterebbe che Bruxelles rendesse obbligatorio l’uso di un filtro antiparticolato per diminuire di 100 volte le emissioni, con un costo aggiuntivo di appena 25 euro a vettura. Opzione che, a quanto pare, nessuno sta prendendo in considerazione.

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