Regione Lazio diffidata da Greenpeace per il troppo smog

Gli ambientalisti entrano nella campagna elettorale con una diffida nei confronti della Regione Lazio, rea di non aver aggiornato il piano sullo smog

smog

 

Notificata la diffida alla Regione per il piano smog mai aggiornato

 

(Rinnovabili.it) – Non c’è soltanto la campagna elettorale per le prossime politiche: anche due importanti regioni andranno al voto il prossimo 4 marzo. Si tratta di Lombardia e Lazio: nella prima probabilmente prevarrà il centrodestra di Attilio Fontana, nella seconda è in vantaggio la lista di centrosinistra guidata da Nicola Zingaretti. Ed è proprio a quest’ultimo che, se rieletto, toccherà rispondere in tribunale alla diffida di Greenpeace e ClientEarth, notificata ieri alla Regione Lazio con la richiesta di adottare un piano di risanamento per la qualità dell’aria, oggi pessima a causa dello smog. Secondo le due organizzazioni ambientaliste, vanno individuate le misure necessarie a riportare i livelli di inquinamento atmosferico nel Lazio al di sotto dei valori di legge nel più breve tempo possibile.

 

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“Il ripetuto sforamento, anno dopo anno, dei livelli di inquinamento relativi a sostanze come il biossido d’azoto (NO2) e le polveri sottili (PM10), ha consolidato una crisi ambientale e sanitaria nel Lazio che richiede provvedimenti della massima urgenza – si legge nella nota di Greenpeace – La Regione, per contro, segue ancora oggi un piano per la qualità dell’aria obsoleto, adottato oltre otto anni fa sulla base di una normativa del 1999, assolutamente carente e inadeguato alla luce delle disposizioni più stringenti previste dalla normativa corrente. Chiediamo a chiunque si candidi a governare la Regione di approntare presto un nuovo Piano di Risanamento per la Qualità dell’Aria e chiediamo sia un impegno comune a tutti i candidati, per recuperare quanto sin qui colpevolmente non è stato fatto”.

Anche la Lombardia è già stata target di una simile azione legale lo scorso anno. Il ricorso al TAR del febbraio 2017, ad opera dell’associazione Cittadini per l’Aria (anche qui con il sostegno di ClientEarth), ha spinto la Giunta ad aggiornare il cosiddetto PRIA, Piano regionale degli interventi per la qualita dell’aria.

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