Riscaldamento globale: spiaggiati 940 cuccioli di leone marino

Aumentano i venti caldi meridionali e calano di intensità di quelli freddi del nord. Così il riscaldamento globale sta decimando i cuccioli di leone marino

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(Rinnovabili.it) – Nel 2015 gli spiaggiamenti dei cuccioli di leone marino lungo la costa della California hanno già fatto registrare numeri record. La colpa è del riscaldamento globale: un innalzamento delle temperature ha reso invivibile il loro habitat, nell’Oceano Pacifico, incidendo anche sulle popolazioni di pesci che costituiscono il loro cibo. Sono 940 i leoni marini, soprattutto piccoli non ancora svezzati, accolti nei centri di ricovero dei mammiferi marini in California. I dati li ha forniti Justin Viezbicke, West Coast Stranding Coordinator per la US National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Le cifre sono molto al di sopra dei 240 spiaggiamenti previsti entro aprile, e gli scienziati sospettano che i cuccioli emaciati abbiano prematuramente lasciato le colonie presenti nella California meridionale, spinti dalla fame. Non vedendo tornare la madre, uscita in mare per cercare cibo che non si trova più, hanno scelto di immergersi per non morire di fame.

 

«Questi piccoli, disperati e magri, stanno lasciando le colonie molto prima di essere effettivamente in grado cacciare da soli – ha spiegato Shawn Johnson, direttore di scienza veterinaria presso il Marine Mammal Center di Sausalito, che ha trattato 220 animali spiaggiati – È allarmante, perché è la prima volta in quarant’anni che vediamo un simile numero di cuccioli dispersi». Gli spiaggiamenti sono da considerare insoliti perché i piccoli, nati lo scorso giugno, non dovrebbero essere completamente svezzati fino a maggio. I dati satellitari mostrano che le loro mamme stanno cercando cibo nelle tradizionali zone di caccia, ma probabilmente trascorrono periodi più lunghi lontani dalla colonia.

 

Le popolazioni ittiche, infatti, sono state disperse a causa del riscaldamento insolito di uno strato d’acqua, profondo circa 100 metri, che si estende lungo la costa del Pacifico, da Baja California fino alle Isole Aleutine in Alaska: Le temperature di questo corridoio sono cresciute da 2 a 5 gradi in questo periodo dell’anno. Il brusco cambiamento è stato causato da rivolgimenti climatici che consistono in un indebolimento dei venti settentrionali e nel contemporaneo rafforzamento di quelli meridionali, più caldi, che creano condizioni fuori della norma per i leoni marini. Ancora non è chiaro il numero di animali spiaggiati che perderà la vita, decimando la popolazione di 300 mila esemplari.

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