Anche la verde Scozia è tentata dal fracking

Il governo lancia una consultazione pubblica di 4 mesi sulla possibilità di estrarre di idrocarburi non convenzionali con il metodo della fratturazione idraulica

Anche la verde Scozia è tentata dal fracking

 

(Rinnovabili.it) – Il governo scozzese l’aveva promesso due anni fa e ha mantenuto la parola. È appena stata lanciata una consultazione pubblica sulla possibilità di estrarre di idrocarburi non convenzionali con il metodo del fracking. Per i prossimi 4 mesi cittadini e associazioni potranno dire la loro sull’ipotesi tramite il sito talkingfracking.scot. A maggio l’esecutivo tirerà le somme e sottoporrà al parlamento della Scozia un parere motivato. Entro la fine dell’anno dovrebbe arrivare quindi un voto definitivo sulla questione.

Questione quanto mai complessa e controversa, quella della fratturazione idraulica, soprattutto in un paese come la Scozia. Le autorità infatti aveva approvato una moratoria nel gennaio 2015, bloccando tutte le licenze di autorizzazione per la ricerca di petrolio e gas non convenzionali. Il motivo, annunciava il ministro dell’Energia Fergus Ewing, era avere abbastanza tempo per svolgere tutte le ricerche del caso sugli effetti del fracking.

 

A restare con le mani legate è stato soprattutto il gigante chimico Ineos, che possiede la raffineria di Grangemouth ed ha acquisito 729 chilometri quadrati di licenze per condurre operazioni di fracking esplorative. Licenze concentrate nella cosiddetta cintura centrale, la Midland Valley, che dovrebbe essere estremamente ricca di idrocarburi non convenzionali ma è anche, allo stesso tempo, una delle aree più densamente popolate del paese, con un forte tessuto industriale.

Ma non ci sono soltanto timori per i danni diretti e immediati alla salute e all’ambiente derivanti dalla fratturazione idraulica. Se la Scozia aprisse al fracking, infatti, smentirebbe di fatto la sua stessa politica climatica. Il governo scozzese ha presentato la settimana scorsa la strategia energetica di medio termine al 2030: elettricità, calore e trasporti dovranno coprire metà del fabbisogno del paese con le rinnovabili, mentre le emissioni di CO2 dovranno essere tagliate di due terzi. Senza considerare che già oggi la Scozia fa registrare importanti progressi nel campo delle rinnovabili marine, con progetti e impianti all’avanguardia, mentre i parchi eolici hanno ottime performance.

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