Smog: dal mare un valido aiuto per cancellare gli ossidi di azoto

Arriva dalla UCSD la ricerca che evidenzia le qualità del mare che, durante la notte, funzionerebbe come spazzino degli ossidi di azoto abbassando lo smog

Smog (Rinnovabili.it) – Oltre a mitigare il clima e ad offrire una biodiversità vastissima di notte l’oceano avrebbe anche il pregio di purificare l’aria inquinata. Lo ha messo in evidenza uno studio della University of California (UCSD), con sede a San Diego, affermando che durante le ore notturne il mare sarebbe in grado di assorbire il 15% degli ossidi di azoto presenti nell’aria inquinata delle città costiere.

La ricerca, pubblicata questa settimana nella rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha tratto le proprie conclusioni dopo aver elaborato i dati ottenuti dai monitoraggi effettuati presso il molo della Scripps Institution of Oceanography che hanno potuto verificare lo scambio di gas che avviene tra l’aria e il mare.

Tim Bertram, un chimico atmosferico della UCSD che ha condotto la ricerca con Michelle Kim, ha detto che le misure prese in una notte che presentava le caratteristiche ottimali hanno fornito una delle prime risposte reali a una domanda di lunga data: In che misura la superficie dell’oceano rimuovere gli elementi dello smog?

 

Per tutto il giorno i nostri i veicoli, le fabbriche, i treni e le navi emettono ossidi di azoto, gas che reagiscono alla luce del sole formando l’ozono o smog, ha spiegato Bertram. Dopo il tramonto, le emissioni di ossidi di azoto continuano, ma le reazioni chimiche che si verificano diventano un po’ più misteriose. Grazie alla ricerca è stato possibile scoprire che l’acqua del mare funziona come “terminal sink” per gli ossidi di azoto rimuovendoli in maniera permanente.

L’interazione tra il mare, l’atmosfera e l’inquinamento è così complessa che è troppo presto per dire se i risultati dello studio significano che l’acqua di mare produce un beneficio complessivo per la qualità dell’aria nelle città costiere, ha commentato Bertram ricordando che quasi la metà della popolazione mondiale vive oggi entro le 125 miglia dalla costa.