Se in Tibet non nevica, in Europa arrivano le ondate di caldo

Se sull’altopiano tibetano nevica meno, cresce l’alta pressione in Europa e impedisce la formazione di nubi. Così si generano le mortali ondate di caldo

Se in Tibet non nevica, in Europa arrivano le ondate di caldo

 

(Rinnovabili.it) – Le recenti ondate di caldo in Europa e Asia hanno causato drastiche siccità e un gran numero di morti. Ma il meccanismo alla base di questi fenomeni meteorologici non è del tutto chiaro. L’ultimo studio che tenta di spiegarne l’origine è della China’s Nanjing University of Information Science and Technology, pubblicato su Climate Dynamics: sostiene che la riduzione della copertura nevosa nell’altopiano tibetano potrebbe aver giocato un ruolo importante.

Il professor Wu Zhiwei e il suo team hanno utilizzato i dati mensili sul manto nevoso e le temperature dell’aria raccolti negli ultimi 50 anni, per poi costruire un modello globale. I loro risultati mostrano che una diminuzione della neve in Tibet può portare l’alta pressione sull’Europa meridionale e l’Asia nordorientale, impedendo la formazione di nubi e spingendo verso l’alto le temperature. Condizioni meteorologiche più calde e asciutte, a loro volta, inibiscono ulteriormente la formazione delle nuvole, intensificando le ondate di caldo.

 

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Nel 2003 l’Europa è stata colta di sorpresa da temperature soffocanti che hanno portato l’estate più calda di sempre, durante la quale sono morte 70 mila persone. Nel luglio-agosto 2010, un’altra ondata di caldo ha causato circa 56 mila morti in Russia occidentale. Nel  nord della Cina temperature da record hanno causato grande penuria di acqua potabile per oltre mezzo miliardo di persone.

Nei prossimi decenni le cose non potranno che peggiorare, secondo gli esperti, e il manto nevoso tibetano può svolgere un ruolo significativo nell’aumento di questi fenomeni sulla regione euroasiatica. L’altopiano del Tibet, infatti, si sta riscaldando a una velocità tripla rispetto alla media globale. Tuttavia, molti dettagli restano da chiarire sul funzionamento di queste dinamiche. La Cina colleziona i dati dal 1970, e ancora oggi sta lavorando per migliorare il sistema di raccolta. Lo sforzo cinese potrebbe aiutare a prevedere l’avvento di condizioni meteorologiche estreme, sia in Asia che in luoghi più lontani come il Nord America, e fornire agli scienziati ipotesi più precise sull’influenza del cambiamento climatico su questo genere di fenomeni.

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