Il vertice UE-Africa si avvicina e l’UE propone una partnership sempre più Green

La Commissione europea, in attesa del vertice UE-Africa di ottobre, ha proposto una partnership con l’Africa per combattere i cambiamenti climatici e creare nuovi posti di lavoro, ma le organizzazioni non governative avvertono che i fondi potrebbero incentivare la migrazione

Vertice UE-Africa
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Prima del vertice UE-Africa di ottobre gli Stati membri sono invitati ad approvare una stretta partnership con il continente per affrontare il cambiamento climatico e la disoccupazione

(Rinnovabili.it) – La Commissione europea ha proposto una partnership più stretta con l’Africa per combattere i cambiamenti climatici e creare nuovi posti di lavoro. Josep Borrell, capo della politica estera dell’Unione Europea, ha indicato i cinque punti strategici da far approvare ai governi membri prima del vertice UE-Africa di ottobre nella speranza di un nuovo inizio dopo la crisi dei migranti del 2015. 

Questa è una delle più importanti partnership internazionali che stiamo per costruireper Borrell in quanto “la nostra crescita e sicurezza dipendono da ciò che accade in Africa forse più che in qualsiasi altra parte del mondo”. Il piano presentato non specifica quanti fondi l’Unione europea intenderebbe stanziare per sostenere le nazioni africane, ma l’accettazione dello stesso implicherebbe investimenti enormi investimenti dall’Unione europea, dalle sue banche per lo sviluppo e dal settore privato. Il vertice UE-Africa, così la partnership proposta, vuole essere un tentativo di coinvolgere l’Africa nella nuova politica dell’Unione europea volta a rendere il blocco il primo continente “neutro dal punto di vista climatico” entro il 2050. L’UE cercherà di finanziare la transizione delle regioni africane dipendenti da combustibili fossili verso industrie pulite e di riqualificare i lavoratori per una crescita sostenibile ed altamente tecnologizzata.

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Tuttavia organizzazioni benefiche come Oxfam e Caritas hanno avvertito che il piano rischia di naufragare a causa della migrazione che dal 2015 ha reso difficili le relazioni tra l’Unione europea e l’Africa. Le chiusure dei confini, i tentativi di arresto degli arrivi, le espulsioni e il ritorno forzato in Africa di molti migranti non aiutano infatti il confronto né la creazione di una partnership più stretta. Nonostante il numero di migranti che hanno rischiato la vita per raggiungere l’Europa sia diminuito da biennio 2015-2016, l’instabilità e la siccità nel Sahel e la mancanza di posti di lavoro nell’Africa sub-sahariana fanno sì che migliaia di persone cerchino ancora di attraversare il Mediterraneo. Inoltre il fondo fiduciario dell’UE istituito nel 2015 e dedicato allo sviluppo per il continente africano si è finora concentrato soprattutto sulla dissuasione della migrazione secondo i gruppi non governativi. Il piano pre vertice UE-Africa può quindi essere un’opportunità solo “se l’UE non smette di donare con una mano e togliere con l’altra. Come hanno dichiarato Caritas Africa e Caritas Europa, se l’Unione europea continuerà ad agire come ha fatto finora “questa nuova proposta per favorire la crescita e lo sviluppo sostenibili in Africa sarà destinata al fallimento”.

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