Architettura galleggiante: 5 esperimenti tra le onde

Cinque esempi di architettura galleggiante per risolvere i problemi legati all’inquinamento, al sovraffollamento globale e alla produzione di cibo.

Architettura galleggiante: 5 esperimenti tra le onde

 

(Rinnovabili.it) – Il sogno di vivere sull’acqua è sempre stato nella natura dell’uomo e varie forme di architettura galleggiante hanno preso vita nei secoli per dare una casa alle persone, proteggerle dalle fiere, guadagnare terre strappandole al mare e vivere a contatto con la natura incontaminata.

Oggi i desideri di indipendenza dalla terraferma dell’architettura galleggiante stanno prendendo forme legate alla sostenibilità ambientale, per risolvere problemi reali come l’aumento della popolazione mondiale e la diminuzione di cibo dovuta al riscaldamento globale.

Una piccola raccolta di progetti di architettura sostenibile, che ondeggia tra le acque, mostra come questo tipo di costruzioni sappiano adattarsi a tutte le scale, le forme e le esigenze.

 

Dal più piccolo al più grande cinque esempi riusciti di architettura galleggiante:

 

Waternest 100: materiali riciclati per la casa in legno galleggiante

La casa. Non stiamo parlando di house boat, né di imbarcazioni da abitare, ma di vere e proprie dimore galleggianti per condurre una vita attenta alla sostenibilità ambientale e al risparmio delle risorse. Ad esempio la casa Waternest di Giancarlo Zema, progettata per l’azienda EcoFloLife, con i suoi 12 m di diametro e 4 di altezza riesce ad alloggiare comodamente 4 persone e a produrre energia pulita a sufficienza per coprire i consumi.

 

Architettura galleggiante: 5 esperimenti tra le onde

La fattoria. Tra i numerosi progetti di fattorie che ondeggiano tra le onde uno dei più insoliti ed interessanti è quello per la coltivazione di fitoplancton chiamato Bloom e presentato dagli architetti parigini Sitbon Architectes agli Architizer A+Awards. La sfera semisommersa serve da depuratore oceanico grazie ai microrganismi che assorbono CO2 per restituire ossigeno e migliorare la qualità dell’aria e dell’acqua.

 

Architettura galleggiante: 5 esperimenti tra le onde

Il parco. L’Olanda è da sempre la migliore per quanto riguarda l’architettura galleggiante e una delle ultime trovate ambientaliste è il parco di Rotterdam costruito grazie ad un macchinario che pulisce il fiume Nieuwe Maas dai rifiuti plastici e li trasforma in piattaforme esagonali sulle quali alloggiare piante e fiori. Il lato rivolto verso il fondale serve come appiglio per alghe e piante acquatiche riportando la flora nell’inquinato corso d’acqua e salvando il Mare del Nord da sporcizia e rifiuti.

 

Architettura galleggiante: 5 esperimenti tra le onde

Il quartiere. Un eco quartiere galleggiante è stato progettato per Houthaven, uno dei porti più antichi di Amsterdam. Hotel, scuole, abitazioni, negozi, centri di assistenza sanitaria e spazi ricreativi galleggiano tra le acque olandesi. Gli edifici del progetto sono energeticamente autosufficienti perché dotati di impianti fotovoltaici, minieolici e solari termici. Oltre ad essere amico dell’ambiente, l’ecoquartiere è un esempio di social housing, infatti in seguito ad una domanda ogni cittadino può proporre un progetto per la particella che vorrebbe abitare.

 

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La città. La Freedom Ship è la cittadella galleggiante che ospita più di 50.000 residenti, è lunga un miglio e alta 25 piani e raggiungibile tramite un aeroporto interno. Secondo l’azienda promotrice del progetto l’insieme di persone che decideranno di alloggiare nella città itinerante andranno a formare una comunità sostenibile ed economicamente autosufficiente. L’energia per vivere nella Freedom Ship proviene dal moto ondoso, dal sole e dal vento.

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