La ‘scatola di ghiaccio’ del sapere

E’ stata inaugurata la nuova Biblioteca dell’Università di Aberdeen esempio di sostenibilità ed efficienza già premiato con la certificazione BREEAM “excellent”

 

Inaugurata nello scorso settembre nientemeno che dalla Regina Elisabetta, la Sir Duncan Rice Library è oggi la principale Biblioteca della città universitaria di Aberdeen. Progettata dagli architetti danesi della Schmidt Hammer Lassen in collaborazione con Arup, l’edificio è collocato a pochi passi dal sito dove sorgeva la vecchia biblioteca ed occupa una superficie complessiva di 15.500 mq.

Il progetto definitivo venne eletto al termine di un concorso indetto nel 2005 allo scopo di riqualificare la vecchia struttura bibliotecaria per trasformarla in un elemento moderno ed in grado di rispondere alle molteplici esigenze contemporanee. Il compito dei progettisti era di estrema importanza, tenendo prima di tutto conto che l’Università di Aberdeen è tutt’oggi la quinta più antica struttura universitaria in lingua inglese del mondo, con una mole di manoscritti, libri e testi unici molto vicina al quarto di milione.

 

 

IL PROGETTO Disposta su 9 livelli, la Sir Duncan Rice Library è stata progettata con il preciso intento di ricordare il “ghiaccio e la luce delle terre del nord“, alternando in facciata superfici trasparenti e superfici bianche opache, per ricreare un preciso gioco di luci.

 

“La facciata della costruzione brilla durante il giorno e si illumina dolcemente di notte, creando un punto di riferimento luminoso, un faro, per la città di Aberdeen”, ha commentato Morten Schmidt, socio fondatore di Schmidt Hammer Lassen Architects, descrivendo l’alternanza tra superfici trasparenti ed opache della Biblioteca.

 

Pur essendo stata inaugurata lo scorso settembre, la Sir Duncan Rice Library venne completata un anno prima, registrando in questi dodici mesi di attività, un notevole afflusso di utenti che ne hanno messo alla prova la funzionalità e l’efficienza. Riconosciuta vincitrice in tutti i campi, la nuova Biblioteca di Aberdeen si è dimostrato un validissimo esempio di architettura positiva e adatta ad accogliere le funzionalità richieste.

Mentre il dislivello su cui poggi l’edificio è rivestito in pietra scozzese di provenienza locale, la hall d’ingresso è circondata da una fascia vetrata leggermente rientrante rispetto alle facciate, facendo apparire il volume della biblioteca quasi come un parallelepipedo sospeso. All’interno, il cuore della biblioteca è un grande volume a spirale irregolare coronato da un lucernario, che mette in collegamento gli otto piani, facilitando la diffusione della luce naturale, e si contrappone alle superfici regolari della facciata.

 

 

 

STRATEGIE SOSTENIBILI Le peculiarità della struttura, l’attenzione ai materiali ed alle tecnologie impiegate, la sostenibilità ed il risparmio energetico sia istantaneo che a lungo termine, le hanno permesso di raggiungere il livello “excellent” del sistema di certificazione BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method), uno degli standard più diffusi al mondo.

 

Massima illuminazione e minime dispersioni: la facciata, altamente isolata sia per quel che riguarda le superfici trasparenti che le componenti opache, permette alla luce naturale di filtrare nell’edificio senza tuttavia modificare il comfort termico interno alla struttura, riducendo i costi per l’illuminazione e per la climatizzazione.

 

Impianti efficienti: i pannelli fotovoltaici in copertura e l’involucro intelligente, permettono di ottimizzare il fabbisogno energetico dell’edificio, limitando i consumi e riducendo l’impatto ambientale. In particolar modo l’impianto predisposto per la climatizzazione dell’edificio, sia invernale che estiva, affiancato dal sistema a ventilazione naturale, consentono di mantenere le temperature interne costanti e confortevoli, evitando gli eccessivi e spiacevoli sbalzi di temperatura molto frequenti nei periodi estivi. I pannelli radianti a pavimento suddivisi per zone consentono di ridurre gli sprechi, riscaldando o raffrescando solo le stanze in quel momento utilizzate.


Risparmio idrico: l’acqua piovana viene raccolta in un bacino sotterraneo e riutilizzata per i servizi igienici e per l’irrigazione.

 

Riciclo intelligente: prima di demolire la vecchia biblioteca sono state recuperate decine di tonnellate di materiali edili, utili per la costruzione della nuova struttura. Il vecchio mobilio, gli elementi metallici, il legno dei rivestimenti ed alcune finiture interne sono stati riutilizzati, abbattendo l’impatto ambientale della struttura e mostrando un atteggiamento consapevole verso la sostenibilità.

 

Mobilità intelligente: oltre alla progettazione della struttura della Biblioteca, il masterplan ha permesso di riprogettare l’intera area circostante l’università, prestando attenzione anche ai nodi di scambio per i mezzi di trasporto pubblico. Grazie ai percorsi pedonali e ciclabili che convergono fino alla Biblioteca, è possibile raggiungere la struttura senza utilizzare la macchina, trovando per altro al proprio arrivo in università, un apposita area spogliatoio e guardaroba, con tanto di docce, per i ciclisti.