Sicurezza alimentare: PROMISE dà una mano all’Europa

Per rafforzare la sicurezza alimentare l’Europa fa i conti con PROMISE, il progetto che tiene d’occhio, tra l’altro, l’introduzione di agenti patogeni

Sicurezza alimentare (Rinnovabili.it) – Negli ultimi anni la sicurezza alimentare è messa alla prova anche dalle conseguenze del cambiamento climatico. Popolazione in aumento e temperature in salita mettono infatti a dura prova la resistenza delle colture e lo sviluppo di alcune specie animali.

Per contribuire a rassicurare la popolazione mondiale l’Europa ha messo in piedi un nuovo progetto con lo scopo di garantire cibo a sufficienza per tutti. A preoccupare ultimamente non è solo la possibilità di sfamare il pianeta ma di riuscirci senza mettere a repentaglio le colture, le specie animali, l’etichettatura e la tracciabilità. Per questo PROMISE, lanciato nel gennaio del 2012, ha deciso di affrontare alcune di queste tematiche con lo scopo di migliorare e rafforzare l’integrazione tra gli Stati membri vecchi e nuovi dell’Unione europea e dei paesi candidati in materia di sicurezza alimentare. Tra gli obiettivi principali il rafforzamento della collaborazione tra i paesi e il trasferimento e lo scambio di conoscenze, competenze, esperienze regionali tenendo in primo piano l’importanza della salute pubblica e alimentare ricordando l’importanza di non inserire nuovi ceppi patogeni di importazione illegale provenienti da Paesi Terzi europei che potrebbero danneggiare le produzioni locali. Periodicamente gli attori dei progetti sono chiamati al confronto per fare il punto della situazione, aggiornarsi sui metodi e le tecniche e scambiarsi i risultati.

 

Il coordinatore scientifico, professor Martin Wagner dell’Institute for Milk Hygiene, Milk Technology and Food Science, ha osservato “L’approccio scientifico PROMISE si concentra sui rischi microbiologici e loro mitigazione. Molto è conosciuto in Europa e nei paesi candidati sui percorsi classici di trasmissione di agenti patogeni all’interno di catene alimentari. Tuttavia, i controlli alle frontiere in luoghi come aeroporti e posti di frontiera sembrano essere barriere inefficaci nel prevenire l’importazione di prodotti alimentari.”

Gli agenti patogeni sono pericolosi in quanto attaccano la catena di approvvigionamento alimentare in determinati punti, di solito nella fase di pre-raccolta o di vendemmia, e possono quindi sopravvivere a procedure di decontaminazione.