Il ritiro dall'UNFCCC è di un ordine di grandezza diverso dall'Accordo di Parigi perché elimina completamente gli Stati Uniti dal quadro e dai negoziati globali sul clima.

Trump annuncia il ritiro degli USA dal trattato ONU sul clima
Trump ha annunciato il ritiro degli USA dal trattato ONU sul clima e da decine di organizzazioni internazionali. Il Presidente statunitense ha infatti disposto l’uscita del Governo di Washington dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), il fondamento delle attività globali sul clima, e dal Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC), che fornisce regolarmente la base scientifica per la tutela del clima a livello globale.
Gli scienziati del clima hanno definito la decisione di abbandonare l’UNFCCC come “imbarazzante“, ma sono almeno 66 in totale le organizzazioni internazionali da cui gli USA usciranno, alcune si occupano di clima e ambiente, altre di lotta alla povertà o di difesa della democrazia.
Che cos’è l’UNFCCC e a cosa serve
La Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite è stata approvata nell’ambito della Conferenza sull’ambiente e sullo sviluppo delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro, in Brasile, nel 1992. Entrata in vigore il 21 marzo 1994, è stata ratificata da 195 Paesi, che sono chiamati parti della Convenzione. I vertici dell’UNFCCC hanno scritto la storia della lotta al climate change, tra successi e fallimenti. Il trattato ha costituito la base giuridica per l’Accordo di Parigi, il patto del 2015 per mantenere le temperature globali entro livelli relativamente sicuri per il pianeta.
Il memorandum di Trump
In un post sui social, la Casa Bianca ha fatto sapere che Trump ha firmato un memorandum con il quale ha ritirato gli Stati Uniti dall’UNFCCC e da altre 65 organizzazioni e trattati internazionali. Secondo Trump, questi “non sono più utili agli interessi americani“. Quasi la metà sono organizzazioni delle Nazioni Unite. A febbraio 2025 l’Amministrazione aveva chiesto al Dipartimento di Stato di esaminare il sostegno degli Stati Uniti a tutti gli accordi e le organizzazioni internazionali. Ha imposto una scadenza di 180 giorni, terminata ad agosto 2025. Il Presidente ha poi esaminato il rapporto del Segretario di Stato e ha stabilito l’uscita da 66 trattati e organizzazioni.
“Ciò che era nato come un quadro pragmatico di organizzazioni internazionali per la pace e la cooperazione si è trasformato in una tentacolare architettura di governance globale, spesso dominata da un’ideologia progressista e slegata dagli interessi nazionali“, ha dichiarato il Segretario di Stato USA, Marco Rubio.
Gli USA lasciano anche l’IPCC
L’Amministrazione Trump ha dichiarato di voler ritirare gli Stati Uniti anche dal principale organismo scientifico delle Nazioni Unite per il clima, il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), e da altre importanti organizzazioni ambientaliste internazionali. Tra queste, l’International Renewable Energy Association, l’International Solar Alliance e l’International Union for Conservation of Nature.
Ritiro degli USA dal trattato ONU sul clima: conseguenze
Gli attivisti climatici sono rimasti sconcertati quando Trump si è ritirato per la seconda volta dall’Accordo di Parigi a inizio 2025, appena dopo l’insediamento. Ma quest’ultima mossa sarebbe anche peggio per loro. “Il ritiro dall’UNFCCC è di un ordine di grandezza diverso dall’Accordo di Parigi – ha affermato ad Axios Jean Su, direttore della giustizia energetica presso il Center for Biological Diversity – perché elimina completamente gli Stati Uniti dal quadro e dai negoziati globali sul clima“.
La decisione di Trump è gravissima perché gli Stati Uniti sono il secondo maggiore emettitore di gas serra al mondo dopo la Cina e da essi dipende gran parte del supporto scientifico necessario ad affrontare la lotta ai cambiamenti climatici. Per cui, la mossa di Trump senza dubbio ostacolerà i progressi internazionali nella lotta ai cambiamenti climatici.
L’annuncio di Trump conferma l’isolamento internazionale degli Stati Uniti. Non solo questa decisione è pericolosa per gli USA e il resto del mondo ma è anche controproducente per l’economia statunitense. La Cina, principale rivale strategica degli USA, ha un ruolo dominante nel campo delle tecnologie pulite. E molti altri Paesi, come quelli dell’Unione Europea, stanno provando, nonostante le divisioni interne, a ridurre le emissioni di gas serra e a incrementare l’utilizzo delle energie rinnovabili.
John Kerry, inviato degli Stati Uniti per il clima dell’Amministrazione Biden, ha commentato che il ritiro è “un regalo alla Cina e una via d’uscita di prigione per gli inquinatori che vogliono evitare le proprie responsabilità“. Inoltre, secondo alcuni giuristi, il ritiro del Governo statunitense dal quadro normativo delle Nazioni Unite sul clima renderebbe molto difficile, se non impossibile, tornare a farvi parte senza un voto favorevole del Senato, nel caso un futuro Presidente volesse rientrarvi.












