Abbiamo bisogno delle nuove generazioni per cambiare il futuro

“Sono le generazioni del cambiamento climatico, nati in un mondo in via di riscaldamento, spenderanno tutta la loro vita adulta combattendo per un giusto e stabile futuro”, scrive Nicola Pirina

nuove generazioni
via depositphotos.com

di Nicola Pirina

Abbiamo necessità di generazioni libere per immaginare un futuro adorabile. Io sono fiducioso. Se non continuiamo a sbagliare.

Avvertenza per il lettore che probabilmente pensa di sapere tutto sulle nuove generazioni: non provare a spiegare le cose nuove con gli schemi vecchi.

Le nuove generazioni, quelle propriamente dette, nuove in quanto tali, sono come un imprenditore intelligente, bravo contemporaneamente a risparmiare soldi ed a farli.

Hanno imparato molto dalle generazioni precedenti.

Hanno trai sette ed i ventidue anni, approssimativamente si avvicinano all’età in cui possono avere un impatto significativo sul mondo.

Alcuni l’hanno già avuto.

Sono diversi e cambieranno il mondo.

Hanno già visto molto del vecchio mondo, in un modo o nell’altro.

Hanno subito gli impatti familiari della crisi finanziaria del 2008. 

Hanno visto le precedenti generazioni scegliere con entusiasmo scuole e università, ma le hanno anche viste schiacciate dagli enormi debiti, personali e pubblici.

Sono straordinariamente pratici con loro soldi e con la propria istruzione, scelgono quest’ultima, infatti, sulla base della futura disponibilità di lavoro, senza farsi condizionare.

Avranno più risparmi perchè entreranno prima in quell’ottica.

Sanno che l’istruzione, per quanto buona, non è l’unico elemento per un solido percorso personale, troveranno pertanto più modi per imparare ed avere successo.

Stanno cambiando il significato stesso di realizzazione dei propri sogni.

Non entreranno a far parte di un’azienda senza volto per poi provare a scalarla, pensano bene prima se aprire una propria attività, sono web and cloud native.

Molti saranno liberi professionisti già prima di essere laureati.

Alcuni inizieranno ancora a lavorare in grandi aziende, ma solo per apprendere le competenze necessarie per formare un’impresa in seguito. Molti di noi lavoreranno da casa. Saranno la generazione più imprenditoriale di tutti i tempi.

Hanno imparato dal passato e stanno creando il loro futuro.

Non assomiglieranno a niente di quanto già visto e vissuto.

Avranno aspettative, preferenze e prospettive diverse che metteranno alla prova molte delle generazioni ed organizzazioni esistenti.

Grazie alla connettività onnipresente hanno interessi e strade di apprendimento illimitati.

Sono stati allevati in una cultura on-demand e sono stati plasmati dai social media, dalla tecnologia mobile, da un mondo in profonda recessione.

Questa generazione di autoprincipianti, autoapprendente ed automotivata non si fermerà davanti a nulla pur di lasciare il segno nel mondo.

I tempi che viviamo stanno innescando nuovi comportamenti che non hanno precedenti nella storia umana. Le generazioni sono formate anche da eventi significativi e/o progressi sociali, la generazione silenziosa fu plasmata dalla seconda guerra mondiale, i baby boomer dall’assassinio Kennedy, la generazione X dall’esplosione del Challenger, i millennial dall’11 settembre e la generazione Z dalla tecnologia mobile, dal terrorismo e dai social media, giusto per citarne alcuni.

I rapidi progressi nella tecnologia, nella connettività, nei dispositivi mobili e nei nuovi media consentono feed 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in tempo reale, nel palmo della mano, questo consente alle nuove generazioni, più esposte e controllate delle altre dagli agenti modellanti, di ridurre la durata generazionale stessa.

Ci saranno quindi nuove generazioni emergenti più in fretta di quello che immaginiamo.

Sono generazioni che non ricorderanno un giorno in cui non è stato possibile toccare uno schermo. Più il mondo sarà online più le aree geografiche continueranno a ridursi, questo favorirà una globalità di pensiero, di interazione e di relazione. I bambini di oggi hanno più cose in comune con i loro coetanei globali che con gli adulti nel proprio paese, si dice.

Saranno generazioni senza confini.

Le generazioni precedenti stanno assimilando i comportamenti delle generazioni emergenti per due ragioni principali, trasparenza ed autoconservazione.

Internet ed i nuovi media hanno permesso alle persone di sperimentare ciò che è importante e di porre al centro dell’attenzione ciò che è necessario senza lasciarlo chiuso in un diario.

Per rimanere pertinenti e funzionali in un mondo high-tech, le generazioni precedenti stanno guardando alle generazioni emergenti per trarne spunti su come utilizzare e sfruttare la tecnologia.

L’umanità ha sempre guardato ai suoi giovani per l’innovazione, ma oggi sta accadendo più velocemente e più frequentemente che mai.

Sono le generazioni del cambiamento climatico, nati in un mondo in via di riscaldamento, spenderanno tutta la loro vita adulta combattendo per un giusto e stabile futuro, molti sopravviveranno alle proiezioni climatiche che gli scienziati hanno creato fino al 2100.

No so se mi sto spiegando.

Affrontare il cambiamento climatico e le sfide della sostenibilità di questo secolo richiede l’integrazione di valori e punti di vista diversi. Il movimento ambientalista degli anni ’60, sebbene abbia ottenuto grandi risultati concentrandosi su questioni localizzate, spesso ha lasciato fuori dall’equazione i valori sociali ed economici. I tempi sono cambiati e le nuove generazioni hanno compreso che affrontare le sfide odierne richiede più che prendersi cura dell’ambiente. Possiedono le conoscenze, le abilità e la passione necessarie per effettuare un cambiamento significativo e sono pronti a portare con sé i loro valori quando vanno al lavoro.

Le nuove generazioni considerano lo scopo sociale una chiamata personale e abbracciano volentieri il ruolo di agenti del cambiamento. La pandemia ha accelerato il resto.

di Nicola Pirina, CEO www.kitzanos.com

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