Territorio zero, una nuova idea di società

Territorio Zero è un manifesto che impegna chi lo sottoscrive a realizzare un programma di sviluppo territoriale rispettoso delle risorse naturali in una visione innovativa

Territorio zero, una nuova idea di società

 

Il manifesto Territorio Zero mette in sinergia le visioni di tre grandi pensatori del nostro tempo, Carlo Petrini, Paul Connett e Jeremy Rifkin e propone una nuova idea di società che, mirando ad azzerare l’entropia dei processi produttivi ed energetici, rivoluziona positivamente il rapporto fra i cittadini e le risorse naturali presenti sul territorio e crea un’infrastruttura energetica solare, dunque pulita e a costi marginali vicini allo zero.

Per troppo tempo siamo stati abituati a pensare che l’inquinamento, gli inceneritori, l’abbandono delle campagne, il dissesto idrogeologico e tutto il devastante impatto sui nostri territori del modello energetico e di sfrenato consumismo della seconda rivoluzione industriale siano un prezzo inevitabile da pagare al progresso.

 

Territorio Zero ci dice che non é così, e propone uno scenario che data la sua alta intensità occupazionale e il protagonismo conferito a Pmi, enti locali, cittadini e organizzazioni della società civile, si declina anche come “disoccupazione zero”, “speculazione zero”, “malattia zero” e “mafia zero”.

Territorio Zero può essere realizzato dagli enti locali mediante una bozza di delibera “zero” che contiene anche un programma operativo scadenzato che è scaricabile on line in “creative commons” e permette di liberare milioni di euro attraverso il risparmio energetico, conformemente alle normative europee (Patto dei Sindaci, e 20 20 20 – pacchetto clima energia) creando migliaia di posti di lavoro nell’efficienza energetica degli edifici e del sistema dei trasporti pubblici e privati, delle infrastrutture logistiche e industriali, della chiusura virtuosa del ciclo dei prodotti, dell’agricoltura di filiera corta.

L’esperienza dei comini virtuosi che hanno applicato queste strategie (come Friburgo, Goteborg, Capannori, Prato allo Stelvio e molti altri) dimostra che le risorse così liberate possono essere indirizzate verso l’innovazione d’impresa, le famiglie, al reddito di sostegno, all’assistenza all’infanzia e agli anziani.

Per realizzare le strategie di Territorio Zero sul piano comunale, è consigliabile creare una task force con tre gruppi di lavoro, (energia, rifiuti e filiere locali) guidati dai relativi esperti e coordinati dal sindaco o da persona da lui delegata, che devono avviare il programma “Zero” secondo un calendario scadenzato a lungo, medio, breve e brevissimo termine che avrà obiettivi misurabili con indicatori specifici sul cui raggiungimento i cittadini potranno concretamente misurare la performance dei loro amministratori.

Territorio Zero garantisce anche un’occupazione stabile e legata al territorio, e una maggiore valorizzazione delle risorse naturali, agricole, eno gastronomiche, culturali turistiche e archeologiche. In questo senso il piano d’Azione per l’Energia Sostenibile da programmare in adesione al Patto dei Sindaci deve prevedere lo sviluppo simultaneo e distribuito di tutte le tecnologie, dal fotovoltaico di nuova generazione, all’idrogeno, alle reti intelligenti e l’internet dell’energia che sono già disponibili sul mercato sia su larga scala che per progetti pilota.

Naturalmente tutto questo necessita anche di un piano regionale per la riconversione industriale ed energetica e la riqualificazione professionale ai mestieri della nuova energia e bisogna garantire agli operatori dell’energia rinnovabile distribuita procedure meno burocratiche e ai cittadini un più sicuro accesso al credito o a forme di finanziamento alternativo come il “crowdfunding”.

Con il manifesto Territorio Zero i cittadini, le piccole e medie imprese, gli enti locali ridiventano protagonisti del loro destino economico e sociale perché riacquistano sovranità energetica, alimentare e produttiva e rimettono in moto l’economia locale del territorio secondo modelli economici che non solo sono rispettosi dell”ambiente, del clima e della sostenibilità nell’uso delle risorse naturali, ma sono anche ad alta intensità di lavoro e non finanziaria, creando così le premesse per una ripresa efficace e duratura, e affrancandosi definitivamente dal predominio dell’economia finanziaria e speculativa.

 

TerritorioZero, Manifesto per una società ad emissioni zero, rifiuti zero e km zero – edizioni Minimum Fax

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