Decreto rinnovabili non fv: sì dalle Regioni, ora passa all’UE

Via libera della Conferenza unificata sullo schema di decreto riguardante gli incentivi alla produzione di energia elettrica prodotta dagli impianti alimentati da fonti rinnovabili non fotovoltaiche

Decreto rinnovabili non fv: sì dalle Regioni, ora passa all'UE

 

(Rinnovabili.it) – “Benedizione” concessa da parte della Conferenza Unificata allo schema di decreto rinnovabili non fv. Lo ha fatto sapere ieri, con un twitt, il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari, rendendo noto il parere positivo concesso dall’istituto giuridico al nuovo provvedimento sulle green energy italiane. “Esprimo soddisfazione per il parere favorevole espresso oggi dalla Conferenza Unificata. Grazie al lavoro del Ministero dello Sviluppo Economico sono stati previsti per il biennio 2015-2016 circa 400 milioni di euro di incentivi all’anno per la produzione di energia rinnovabile nei settori idroelettrico, geotermico, solare termodinamico, eolico e delle biomasse” ha commentato Vicari.

 

Sul provvedimento, che passa ora in Commissione UE, pende però una spada di Damocle. L’obiettivo del decreto  è quello di riassegnare le risorse disponibili per le rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico per il 2016, confermando però il tetto incentivi a 5,8 miliardi di euro l’anno: questo significa  che trenta giorni dopo il raggiungimento di questa soglia il provvedimento cesserà la sua efficacia. Peccato che la lunga attesa di questi mesi abbia visto il contatore oneri del GSE continuare a girare (mancano solo 33 milioni), avvicinando sempre di più il temuto tetto.

 

  Si tratta di corsa sul tempo che preoccupa gli operatori nonostante le rassicurazione del governo: “Con il via libera a questo decreto – prosegue Vicari – ci metteremo subito al lavoro per disciplinare i meccanismi incentivanti relativi agli investimenti da effettuare dal 2017 in linea con le indicazioni dell’UE le quali prevedono che una percentuale di almeno il 27% della produzione d’energia sia derivante da fonti rinnovabili. Ricordo che l’obiettivo del 17% al 2020, grazie alla nostra capacità di innovazione tecnologica e agli incentivi già operativi è stato raggiunto con largo anticipo”.  

Le novità del decreto rinnovabili non fv

  Nel dettaglio il decreto rinnovabili non fv definisce le modalità di accesso (diretto o tramite aste) ai meccanismi di incentivazione per gli impianti nuovi, gli impianti ibridi e gli impianti sottoposti a rifacimento totale o parziale che rientrano in un specifica potenza di soglia.  

 

      • Per gli impianti eolici o alimentati da fonte marina la soglia per l’accesso diretto agli incentivi è di 60 kW, mentre per gli impianti idroelettrici è di 50 kW.

 

 

    • Per gli impianti alimentati da biomassa la soglia per l’accesso diretto agli incentivi è di 200 kW, mentre per il biogas e per il solare termodinamico di 100 kW.

 

 

 

      • Per tutti gli impianti che superano i 5 MW di potenza, l’accesso ai meccanismi di incentivazione avverrà attraverso aste, così ripartite: 800 MW per l’eolico onshore, 30 MW per l’eolico offshore.

 

 

Cosa chiedono le Regioni

  Con riferimento alle posizioni relative ai contingenti riservati alle singole fonti, la regione Puglia chiede di modificare i contingenti per il maxi-eolico a favore di una maggiore incentivazione degli impianto eolico onshore. Le regioni Molise e Abruzzo esprimono parere favorevole condizionato alla previsione all’arti.19 dell’estensione degli incentivi anche agli ex-zuccherifici che saranno autorizzati entro il 31 dicembre 2015. La regione Veneto richiede di innalzare il contingente e le tariffe relative al minieolico. La regione Valle d’Aosta chiede l’innalzamento del contingente e delle tariffe riservate all’idroelettrico a registro. La provincia autonoma di Trento esprime parere favorevole condizionato all’innalzamento del contingente destinato all’idroelettrico a registro.  

Leggi l’ultima versione del Decreto rinnovabili non fv

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