Sostanze pericolose, Bruxelles vuole aggiornare la direttiva RoHS

Presentata la proposta per aggiornare la legislazione che limita l’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche

Sostanze pericolose, Bruxelles vuole aggiornare la direttiva RoHS

 

(Rinnovabili.it) – È tempo di aggiornare la direttiva RoHS, il provvedimento comunitario che disciplina l’uso di sostanze pericolose negli apparecchi elettrici ed elettronici.

Ribattezzata con il nome di Lead-free Directive, pone precisi vincoli sull’uso di sostanze tossiche quali il piombo, il mercurio, il cadmio, il cromo esavalente, il bifenili polibromurati (PBB) e l’etere di difenile polibromurato (PBDE). La direttiva, adottata nel febbraio del 2003, è già stata modificata una volta, nel 2011, per tenere il passo con l’evoluzione tecnologica e i nuovi obiettivi UE in materia di prevenzione.

 

Ora l’esecutivo europeo ha preparato un nuovo aggiornamento legislativo, parte del Pacchetto sull’Economia Circolare che deve entrare in vigore entro la fine dell’anno. La proposta, presentata formalmente ieri, mira a favorire la sostituzione dei materiali pericolosi al fine di rendere più conveniente il riciclaggio dei componenti. Attraverso le nuove misure, la Commissione Europea spera di poter facilitare ulteriormente le operazioni sul mercato dell’usato, come la rivendita, e la riparazione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

 

Secondo un rapporto commissionato da Bruxelles, l’aggiornamento legislativo permetterà di evitare la produzione di più di 3000 tonnellate di rifiuti pericolosi per anno nell’UE e di risparmiare energia e materie prime. Soltanto nel settore della sanità, questo risparmio è quantificabile in 170 milioni di euro in meno sui costi del comparto.

 

La pubblicazione della proposta è stata accompagnata dalla relazione sui progressi conseguiti nell’ultimo anno: la Commissione ha elencato le misure principali adottate in ambiti quali i rifiuti, la progettazione ecocompatibile, i rifiuti alimentari, i fertilizzanti organici, le garanzie per i beni di consumo, l’innovazione e gli investimenti. I principi dell’economia circolare sono stati gradualmente integrati nelle migliori pratiche dell’industria, negli appalti verdi, nell’uso dei fondi della politica di coesione e, mediante nuove iniziative, nei settori idrico e della costruzione. Per attuare sul terreno la transizione verso l’economia circolare, la Commissione invita inoltre il Parlamento europeo e il Consiglio a procedere all’adozione delle proposte in materia di legislazione sui rifiuti in linea con la Dichiarazione comune sulle priorità legislative dell’UE per il 2017. Per il prossimo anno la Commissione si impegna a conseguire ulteriori risultati sulla base del piano d’azione per l’economia circolare, mediante, tra l’altro, una strategia sulle materie plastiche, un quadro di monitoraggio per l’economia circolare e una proposta per promuovere il riutilizzo dell’acqua.

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