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Quinta Conferenza Nazionale sulla Povertà Energetica: fondamentali territori e comunità

Individuare i soggetti in condizioni di povertà eneretica non è semplice ma ci sono margini enormi per poter liberare risorse a vantaggio delle comunità.

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Immagine realizzata con IA

La quinta Conferenza Nazionale sulla Povertà Energetica dedicata al ruolo fondamentale dei territori

La povertà energetica è un’emergenza sociale. Si verifica quando individui o famiglie non possono permettersi i servizi energetici necessari a garantire uno standard di vita e di salute di base. Tali gruppi sociali, quasi 2 milioni di persone in Italia, non hanno accesso ai servizi energetici essenziali per una vita dignitosa: il riscaldamento, il raffrescamento, l’illuminazione, la possibilità di proteggersi dal freddo e dal caldo. La quinta Conferenza Nazionale sulla Povertà Energetica ha dedicato un’attenzione particolare al ruolo dei territori nell’assicurare tali bisogni. In questi contesti locali si realizzano soluzioni capaci di integrare dimensione sociale, energetica e abitativa.

La Conferenza Nazionale sulla Povertà Energetica ha ospitato anche la presentazione del nuovo bando Energy Poverty Advisory Hub (EPAH), un’opportunità per i Comuni per ricevere assistenza tecnica e per rafforzare progettazione e attuazione di interventi di contrasto alla povertà energetica.

Le cause della povertà energetica

Le cause della povertà energetica sono: basso reddito; alto costo dell’energia e scarsa efficienza dell’abitazione. Non esiste una lista precisa di soggetti che soffrono di tale condizione, esistono categorie e gruppi sociali maggiormente a rischio. Soprattutto, povertà energetica e povertà non sono concetti perfettamente sovrapponibili poiché esistono condizioni di povertà energetica anche in contesti non poveri. La condizione implica sempre una scelta: pagare la bolletta o fare la spesa? Accendere il termosifone o comprare le medicine? Tenere la luce accesa per studiare oppure no?

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Conferenza Nazionale sulla Povertà Energetica – Fonte: GSE

Individuare i soggetti in condizioni di povertà energetica, quindi, non è semplice, basti pensare che l’ISEE, anche se resta un criterio valido e utile, non può essere il solo da considerare. Qui infatti entra il gioco il ruolo del monitoraggio continuo. “L’individuazione di una platea ben determinata di soggetti a cui destinare le misure di sostegno, ossia la singola famiglia, il singolo individuo o la singola micro-impresa, richiede criteri di accesso facilmente calcolabili e certificabili“, ha affermato Luca Benedetti, Direttore di GSE.

La Commissione Europea ha fornito delle categorie di indicatori per il monitoraggio. Tra gli indicatori primari figurano, ad esempio, l’incapacità di riscaldare adeguatamente la propria abitazione; arretrati nel pagamento delle bollette; bassa spesa energetica assoluta e famiglie che spendono più del 10% del loro budget per l’energia residenziale. Tra gli indicatori complementari c’è, ad esempio, il consumo finale di energia per metro quadrato, nel settore residenziale, corretto per il clima.

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Conferenza Nazionale sulla Povertà Energetica – Fonte: GSE

Il contesto politico di riferimento e le risposte alla povertà energetica

La transizione è un processo già in corso, ecco perché occorre ripensare il rapporto strutturale tra le politiche climatiche, le politiche energetiche e quelle sociali. Energia e trasporti oggi sono da ritenersi servizi essenziali e realizzare una transizione giusta implica che le persone non debbano più dover scegliere tra riscaldarsi e mangiare. Le azioni che il MASE sta mettendo in piedi cercano di lavorare in tale direzione, coinvolgendo direttamente i soggetti vulnerabili. Quando ci si trova a dover pensare le politiche sociali e ambientali non si può partire dal presupposto che la povertà energetica sia semplicemente l’incidenza della bolletta sul reddito ma una condizione complessa in cui l’energia diventa un fattore di esclusione.

Oltre il Piano Sociale per il Clima

In questo contesto l’obiettivo del MASE è integrare le politiche energetiche e climatiche con le politiche sociali e supportare le imprese e le infrastrutture strategiche del Paese. “Con il Piano Sociale per il Clima stiano agendo nel perimetro della vulnerabilità, che si trova un passo prima della povertà energetica. Questa è il terreno dove la povertà energetica può germinare. Con il Piano Sociale per il Clima stiamo lavorando sulle fragilità, per evitare che tali vulnerabilità si trasformino in privazione. La sfida che come Ministero ci troviamo ad affrontare non è lavorare sull’emergenza ma andare a incidere a livello strutturale per evitare che l’emergenza si verifichi“, ha spiegato Roberta Ranieri, Dirigente Divisione II – Incentivi per le Energie Rinnovabili, la Mobilità Sostenibile e l’Efficienza Energetica del MASE.

La priorità del PSC è arrivare a garantire l’equità strutturale. Dunque, non basta solo il sostegno diretto al reddito, che resta fondamentale. Lo scopo del MASE è arrivare a destrutturale la condizione di vulnerabilità. Oltre al Piano Sociale per il Clima, il Ministero ha ipotizzato anche una linea di azione sui positive energy districts (PED) per individuare e valorizzare i distretti e aree urbane efficienti e flessibili, capaci di generare annualmente più energia rinnovabile di quanta ne consumino.

Le difficoltà dei Comuni nell’affrontare la povertà energetica

Il ruolo dei Comuni è essenziale. Tuttavia, come è stato sottolineato dall’ANCI nel corso della conferenza, questi soffrono per via di un grande gap di accesso al dato sia nel campo dell’energia sia in quello della mobilità. Avere consapevolezza di dove muovere leve, dirette o indirette, è un fattore decisivo. Se, da un lato, le Regioni accedono ai dati senza intermediazioni; i Comuni invece no. La qualità del dato è un’altra questione. Un altro ostacolo riguarda ancora la capacità di interpretare questi dati e trasformarli in azioni concrete.

Il problema delle isole di calore oggi è più pressante dell’esigenza di riscaldamento, a causa del riscaldamento globale. Purtroppo, alcuni interventi che riguardano il verde urbano non sono finanziabili. Problemi di questo tipo si possono risolvere con un maggiore allineamento con le Regioni e il Governo. Sulla mobilità, invece, le problematiche più gravi riguardano la dimensione che va oltre il centro urbano. Ci sono margini enormi per poter liberare risorse a vantaggio della comunità ma il quadro normativo non è favorevole.

Le esperienze virtuose di Roma e Arezzo

Roma è stata presentata come esempio virtuoso per il contrasto alla povertà energetica. Informa Energia, ad esempio, è uno sportello mobile per l’informazione e il supporto sui temi del risparmio energetico e della povertà energetica. Lo sportello è arrivato a toccare tutte le zone della città e ha funzionato come una forma di aiuto a disposizione dei cittadini. Del personale qualificato (TED – Tutor per l’Energia Domestica) ha offerto consulenze gratuite su analisi e lettura delle bollette, sulle strategie migliori per ridurre i consumi domestici e favorire l’efficienza, sugli incentivi e le opportunità da poter cogliere per le energie rinnovabili e le comunità energetiche.

Ad Arezzo l’assistenza tecnica di EPAH ha permesso di inaugurare a dicembre 2025 una Comunità Energetica Rinnovabile di tipo solidale. In questo caso, il Comune agisce come regolatore e una parte degli incentivi viene accantonata per essere destinata alle famiglie in povertà energetica.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.