Decreto Rinnovabili: Anev chiede Testo Unico per le eco-energie

L’associazione pubblica sul proprio sito il parere ufficiale delle commissioni competenti (Territorio e Ambiente, Ambiente e Attività Produttive) della Camera sullo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva europea e sollecita il governo ad agire rapidamente

(Rinnovabili.it) – E’ previsto per questa settimana il voto delle commissioni di Camera e Senato sullo schema di d.lgs. sulla promozione delle fonti rinnovabili, norma di recepimento della Direttiva europea 2009/28/CE. Contestualmente l’Anev pubblica oggi la propria le proprie richieste al Governo, sollecitando innanzitutto un recepimento tempestivo, efficace e soprattutto equilibrato. “Senza la rimozione degli ostacoli amministrativi, economici e tecnici infatti l’Italia non solo non potrà raggiungere gli obiettivi, che per il settore elettrico sono il 27%, ma continuerà a sostenere un sistema complessivamente inefficiente a causa degli alti costi dovuti alla farraginosità delle procedure che certamente non vanno a vantaggio di nessuno. Serve sempre più un organico intervento sulle fonti rinnovabili e un testo unico che rimetta in ordine questo importante comparto”.

L’associazione riporta oggi il parere ufficiale delle commissioni competenti (Territorio e Ambiente, Ambiente e Attività Produttive) della Camera sullo schema di decreto. Il testo riporta alcune condizioni, peraltro già note, come quelle segnalate per il *fotovoltaico:* prevedere un limite adeguato in maniera tale da evitare _“l’utilizzo eccessivo delle aree agricole tale da provocare pesanti impatti ambientali”,_ concedendo alle Regioni di stabilire limiti diversi per “aree agricole specificatamente individuate tra quelle marginali non utilizzabili a fini di coltivazione, contaminate previa messa in sicurezza del sito, incolte da almeno 5 anni o degradate previo ripristino”.

Le commissioni chiedono inoltre al Governo di valutare l’opportunità di sostenere lo sviluppo delle infrastrutture di cogenerazione abbinate a reti per il teleriscaldamento e il teleraffrescamento, “in primo luogo armonizzando e rendendo coerenti le diverse norme in materia che si sono succedute nel tempo e inoltre, consentendo il reale impiego di energia termica che recuperi virtuosamente anche quell’energia a bassa entalpia che andrebbe altrimenti dispersa; in particolare, all’articolo 20, valuti il Governo l’opportunità di assicurare l’inserimento, a decorrere dal 2015, nel sistema di incentivazione dei certificati bianchi in luogo dei certificati verdi, degli impianti di cogenerazione abbinata al teleriscaldamento in ambiente agricolo che entreranno in esercizio dall’anno 2013”.
Viene chiesta la definizione di un *burden sharing regionale* per responsabilizzare le autorità locali al raggiungimento dell’obiettivo nazionale 2020 anche attraverso meccanismi premiali o sanzionatori, valutando l’opportunità di un meccanismo di allocazione degli obiettivi regionali, basato su considerazioni tecniche e sulle potenzialità di risorse e impieghi presenti sul territorio. Altro elemento, non far pesare politiche di incentivazione per lo sviluppo delle fonti rinnovabili esclusivamente sui consumatori finali, determinando in questo caso l’opportunità o meno di garantire una equa ripartizione di tali oneri sulla fiscalità generale.
Infine la Camera ripropone la *garanzia per la connessione*. “Al fine di evitare azioni speculative e fenomeni di prenotazione di capacità di rete per impianti alimentati da fonti rinnovabili per il quali non siano verificate le condizioni di concreta realizzabilità delle iniziative, il richiedente la connessione alla rete elettrica […] è tenuto al versamento di un corrispettivo a fondo perduto, o di una equivalente forma di garanzia proporzionale all’investimento effettuato, per la prenotazione della capacità sulla rete per tutto il periodo di occupazione della capacità stessa nelle aree e per le linee critiche individuate dal gestore della rete”.