Carbone: l’Australia non molla e arruola i fondi pensione

Mentre aumentano le pressioni interne e internazionali per disinvestire dal carbone, il governo federale continua a spingere per convogliare investimenti su 23 nuovi progetti di miniere

Carbone: per l’Australia “i fondi pensione devono essere liberi di investire”
credits: jplenio da Pixabay

Il ministro delle Risorse difende il carbone

(Rinnovabili.it) – I due fondi pensione australiani più grandi devono essere liberi di investire nel carbone. Parola del ministro per le Risorse australiano Keith Pitt, che ha smentito persino il premier Scott Morrison pur di difendere la fonte fossile. Con motivazioni quasi ‘terzomondiste’: “L’estrazione del carbone rimarrà una grande industria per l’Australia per i decenni a venire. Sta generando energia in molti paesi in via di sviluppo per fornire servizi essenziali e opportunità economiche che aiutano a sollevare le persone dalla povertà”.

I due fondi indicati da Pitt, Qsuper e Sunsuper, hanno un portafoglio complessivo di 150 miliardi di dollari e come altri fondi e compagnie australiani sono sotto pressione per disinvestire dalle fossili e soprattutto dal carbone. Si sono già mossi i big. La BHP, la maggior compagnia mineraria al mondo, l’anno scorso ha annunciato il grande passo e previsto una fase di transizione di circa due anni.

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Ma Pitt non vuole sentire ragioni. “L’industria del carbone impiega oltre 60.000 australiani e genera miliardi per le economie statali e nazionali”, ha scritto in una dichiarazione. Se QSuper e Sunsuper dovessero abbandonare il carbone, priverebbero centinaia di migliaia di membri di una buona opzione di investimento.

Pitt non ha risparmiato frecciate agli enti australiani che guidano la campagna di pressione, tra cui l’Australian Conservation Council e l’Australian Conservation Foundation. Quest’ultimo sostiene che gli investimenti nel carbone dovrebbero cessare del tutto al più tardi nel 2030.

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Solo nello Stato del New South Wales, al centro delle polemiche di queste settimane, sono previsti 23 progetti sul carbone, tra aperture di nuove miniere e espansione di siti già in uso. In tutto, se venissero approvati garantirebbero un aumento della produzione di oltre 150 milioni di tonnellate l’anno.

Tutto questo nonostante le centrali a carbone del paese stiano chiudendo i battenti. Secondo Green Energy Markets e l’Institute for Energy Economics and Financial Analysis, già entro il 2025 cinque delle 16 centrali a carbone potrebbero essere costrette a cessare le attività perché messe fuori mercato dalla competizione con le fonti rinnovabili.

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