Le Filippine promettono di abbandonare il carbone

L’annuncio arriva dal segretario all’Energia Cusi. Un colpo di spugna su 2/3 dei progetti in ballo nel paese. E il governo prepara anche un terreno migliore per attirare investimenti nelle rinnovabili

Carbone
Credits: _Alicja_ da Pixabay

Da Manila stop a centrali a carbone per 8GW complessivi

(Rinnovabili.it) – Per adesso è solo una moratoria. Ma potrebbe diventare uno stop totale e definitivo al carbone, decretato per legge dal governo delle Filippine. E fare spazio alle rinnovabili, geotermico in testa. Anche “grazie” ai cambiamenti climatici e alle previsioni di eventi climatici estremi che diventeranno più frequenti nel sud-est asiatico.

Il 27 ottobre il segretario all’Energia di Manila, Alfonso Cusi, parlando alla Singapore International Energy Week ha annunciato che il paese dichiarerà una moratoria sulle nuove centrali a carbone. Lo stop riguarderà solo i progetti che non hanno ancora terminato tutto l’iter autorizzativo. Non è poco: il colpo di spugna cancellerà almeno 8GW di progetti in lista d’attesa. Due terzi di tutti quelli pianificati e a diversi stadi di realizzazione.

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L’annuncio segna un vero e proprio punto di svolta per un paese come le Filippine, che nel 2019 si sono affidate al carbone per la metà della produzione nazionale di elettricità.

“Mentre il Dipartimento filippino dell’Energia rivaluta l’adeguatezza del nostro attuale mix energetico rispetto ai nostri obiettivi, sono ottimista sul fatto che ciò porterà più opportunità per le energie rinnovabili”, ha commentato Cusi. Il ministero dell’Energia filippino ha poi confermato ufficialmente l’annuncio del segretario in una nota. Dove punta l’attenzione sulla volontà di costruire un mix più flessibile e resiliente.

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Il cambiamento climatico gioca un ruolo in questa inversione di marcia nella politica energetica del paese asiatico. Infatti, le Filippine hanno una rete elettrica estremamente rigida, basata sulla fornitura generata dalle centrali a carbone. Ma l’intensificazione dei tifoni e di altri eventi climatici estremi, in previsione già per il prossimo futuro, richiede al contrario una rete ben più flessibile per evitare che l’intero paese venga messo in ginocchio ad ogni occasione. Le rinnovabili sono una fonte che si adatta meglio a queste esigenze.

Con il miglioramento della tecnologia di stoccaggio, il governo spera di aumentare la quota di energie rinnovabili nel mix energetico e di contribuire a ridurre l’alto costo dell’elettricità. Allo stesso tempo, il governo vuole incoraggiare gli investimenti stranieri in progetti geotermici su larga scala. In programma c’è un allentamento delle regole sui limiti alle quote di proprietà in mano straniera, il volano per far decollare il settore.

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