Cosa deve fare il governo per fronteggiare il caro energia?

Serve l’impegno di tutta la filiera energetica e una “accelerazione straordinaria” sulle rinnovabili. L’ok alla tassazione degli extraprofitti dei player energetici a patto di interventi strutturali che potenzino le fer. Sono i suggerimenti che Italia Solare indirizza in una lettera al premier Draghi

Caro energia: i suggerimenti di Italia Solare a Draghi
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In Manovra, l’esecutivo ha stanziato 3,8 mld contro il caro energia

(Rinnovabili.it) – Alcuni player del mercato energetico stanno facendo profitti “fantastici” e quindi è giusto che una parte dei loro guadagni aiutino a frenare il caro energia. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha battuto più volte questo tasto, l’ultima durante la conferenza di fine anno il 22 dicembre. Per via del meccanismo del prezzo marginale, infatti, anche l’elettricità generata da fonti rinnovabili viene venduta al prezzo del gas, pur senza dover sostenere costi paragonabili.

È una via praticabile, a patto che le misure spot siano accompagnate da interventi di carattere strutturale. È la risposta di Italia Solare, l’associazione delle aziende del fotovoltaico, all’ipotesi di tassare questi profitti extra, presentata in una lettera inviata a Palazzo Chigi.

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Sul breve termine, l’invito è a non ripetere l’errore del governo Renzi, che tagliò gli incentivi del Conto Energia mettendo in difficoltà molti proprietari d’impianto. Agire su questa componente “porterebbe evidentemente più problemi che vantaggi”, considerando che gli incentivi per gli impianti installati tra 2010 e 2013 pesano per circa 20 euro/MWh sulla bolletta.

Un provvedimento dell’esecutivo è auspicabile, continua Italia Solare, “se legato solo ed esclusivamente a un limite al prezzo di vendita dell’energia rinnovabile (di sicuro non inferiore a 100 euro/MWh), per poter utilizzare le somme eccedenti per calmierare le bollette per gli italiani, esentando da tale provvedimento gli operatori che hanno contrattato a prezzo fisso la propria energia”.

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Intervento che, suggerisce la lettera, potrebbe valere per il primo semestre 2022. Ma ad alcune condizioni. Primo, deve riguardare tutti gli attori della filiera energetica: “da chi produce, distribuisce e vende i combustibili fossili a chi produce distribuisce e trasmette l’energia elettrica”. Incluse le partecipate statali come Eni, scrive il presidente dell’associazione Paolo Rocco Viscontini.

Seconda condizione: serve una “accelerazione straordinaria” sulle rinnovabili. “Il miglior modo, perché più rapido, efficace ed economico, per ridurre in modo strutturale le bollette di famiglie e imprese, è spingere al massimo la diffusione degli impianti fotovoltaici con accumuli su tetti di case e aziende ma anche sui terreni privi di vincoli paesaggistici e ambientali”, si legge nella lettera. Tra le azioni più urgenti sul fronte semplificazione, invece, “sbloccare la partenza dell’attività della commissione di valutazione di impatto ambientale degli impianti di energia rinnovabile”.

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