L’Europa è un grande importatore di emissioni di metano

Secondo il think tank Ember, l’import UE di carbone nasconde grandi quantità di CH4 che, di fatto, è “delocalizzato” all’estero. Allargare la carbon border tax anche al metano sarebbe un buon primo passo per tagliare queste emissioni

Emissioni di metano: cosa deve fare l’UE per tagliarle
Foto di S. Hermann & F. Richter da Pixabay

Nel 2020, le emissioni di metano hanno causato il 30% del riscaldamento globale

(Rinnovabili.it) – Se Bruxelles aspira davvero alla leadership climatica, può dare il buon esempio allargando la carbon border tax in modo che copra anche le emissioni di metano oltre alla CO2. Limitarla alla sola anidride carbonica è un’occasione sprecata, sostiene il think tank Ember. Tanto più che la lotta al riscaldamento globale in questo decennio, secondo l’Onu, passa anche, se non soprattutto, dall’abbattimento delle emissioni di CH4.

La misura presentata il 14 luglio all’interno del pacchetto Fit for 55 dalla Commissione europea applica una tassa aggiuntiva ai prodotti importati da paesi con politiche climatiche più blande di quella europea. Così tutela le aziende del continente da una facile concorrenza (e evita il carbon leakage, la delocalizzazione all’estero delle industrie a maggiore intensità di carbonio). Ma allo stesso tempo stimola i partner commerciali a rincorrere l’Europa sugli standard climatici. E proprio per questo motivo, sostiene Ember, va allargato alle emissioni di metano.

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I riflettori sono puntati sul carbone. I volumi di produzione europei sono crollati del 75% dal 1990 a oggi, ma il consumo è sceso solo del 50%. Questo significa che l’Europa importa molto più carbone dall’estero. Cosa c’entra tutto questo con le emissioni di metano? Le miniere di carbone sono una delle fonti principali, insieme all’allevamento di bestiame. E tralasciare il CH4 contando solo la CO2 significa dimezzare la reale impronta climatica del carbone.

“Un CBAM mirato a misurare e penalizzare le emissioni di metano dall’estrazione del carbone (per carbone importato, acciaio o elettricità) avrebbe potuto fornire un incentivo per progetti di abbattimento del metano e spingere in avanti la chiusura delle miniere di carbone più gassose”, sostiene Ember, riferendosi alla carbon border tax con l’acronimo ufficiale per Carbon border adjustment mechanism.

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Secondo dati Noaa, nel 2020 abbiamo raggiunto valori record di metano in atmosfera, con una concentrazione pari a 14,7 parti per miliardo. Sempre l’anno scorso, sono state responsabili del 30% del riscaldamento globale registrato. Secondo l’Onu, con la tecnologia già disponibile adesso sarebbe possibile dimezzarle entro il 2030, scriveva l’Unep nel Global Methane Assessment pubblicato a maggio.  

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