I trend e rischi per l’energia 2021 secondo Wood Mackenzie

Dalle politiche d’azione sui cambiamenti climatici alla ripresa economica: ecco gli elementi chiave che plasmeranno il mondo energetico nel prossimo anno

energia 2021
Foto di Arek Socha da Pixabay

Uno sguardo all’energia 2021

(Rinnovabili.it) – La pandemia che ha travolto il pianeta in questo 2020, ha avuto profondi impatti anche sul mondo energetico. E dopo quasi 12 mesi di stravolgimenti e tumulti, una nuova crisi petrolifera e un calo senza precedenti della domanda, c’è oggi chi prova immaginare il futuro a breve termine del settore. È il caso di Wood Mackenzie che attraverso il suo presidente e analista capo, Simon Flowers presenta in questi giorni alcuni trend (e i rischi associati) da tenere d’occhio per l’energia 2021.

Dalla crisi al boom economico

Secondo Flowers, l’avvio dei programmi di vaccinazione per il Covid-19 renderà reale la possibilità di una ripresa economica più rapida“Se il PIL globale dovesse superare il picco del 2019, il prossimo anno assisteremmo al più grande aumento della produzione economica mai registrato”. Un rimbalzo che avrebbe ovviamente effetto sul mercato delle materie prime, dando via ad una domanda più sostenuta nel corso del prossimo decennio. E anche in una visione di crescita economica più sobria, spiega l’analista, gli investimenti nella transizione energetica costituirebbero un nuovo motore per le materie prime. “Ciò è di buon auspicio per rame, alluminio, nichel, litio, cobalto, forse anche gas e GNL”. Ovviamente vi sono moti rischi che potrebbero frenare l’espansione, dai ritardi nella vaccinazione ai nuovi venti di deglobalizzazione.

Le nuove politiche climatiche

Aumentano le speranze che la COP 26 sul clima possa fornire un nuovo ciclo di impegni quinquennali in grado di posizionare il Pianeta in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. I pezzi chiave del puzzle – aggiunge Flowers – stanno andando a loro posto: gli impegni di neutralità della Cina (2060); le zero emissioni nette ambite da Corea del Sud, Giappone e Canada (2050); la ratifica del Green Deal dell’UE; i nuovi target di riduzione delle emissioni del Regno Unito; e la nuova presidenza Biden che dovrebbe riportare gli Stati Uniti nell’accordo di Parigi. Elementi che avranno inevitabilmente effetti sull’energia 2021, come dimostrano fin da oggi i nuovi impegni presi dalle compagnie petrolifere e dalle grandi aziende fossili.

Bilanciamento del mercato petrolifero

Ci aspettiamo un anno eccezionale per la crescita della domanda di petrolio, in aumento di 6,6 milioni di barili al giorno con la ripresa dell’economia globale. L’OPEC+ entra nel 2021 limitando l’offerta e riportando il mercato in equilibrio. L’aumento dell’offerta di 0,5 milioni di barili al giorno a partire da gennaio, messo insieme come compromesso dal gruppo, andrà a soddisfare la domanda in ripresa. Riteniamo che il Brent si muoverà sopra i 55 dollari / barile entro la fine del 2021″. I rischi? Secondo gli analisti, l’Iran potrebbe essere tentato nei prossimi mesi di aumentare le esportazioni rispetto i livelli minimi di oggi per testare la geopolitica, aggiungendo nuove sfide.

Recupero della solidità finanziaria

Il bilancio dell’industria petrolifera è stato fatto a pezzi nel 2020 da perdite di utili e flussi di cassa negativi, completati da svalutazioni di attività. La leva finanziaria per le major è stata in media del 30% alla fine del terzo trimestre (compresi i leasing operativi), la più alta di questo secolo e il doppio di quella di un decennio fa. Gran parte del resto del settore si trova in una posizione ancora più debole. Wood Mackenzie prevede che molte aziende si libereranno di asset non essenziali per un valore fino a 50 miliardi di dollari per ridurre tale leva.

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