Energia elettrica: per l’Iea rischiamo altri 3 anni di altalena dei prezzi

Per l’Iea servono interventi urgenti con investimenti in tecnologie low-carbon – rinnovabili, nucleare e più efficienza energetica – per evitare che i prezzi dell’elettricità restino alti per i prossimi 36 mesi

Energia elettrica: Iea, nel 2021 aumento record della domanda al 6%
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Il report semestrale sull’energia elettrica dell’Agenzia internazionale per l’energia

(Rinnovabili.it) – Senza cambiamenti drastici e rapidissimi al modo in cui produciamo energia elettrica, per altri 3 anni avremo un’altalena di prezzi e un settore energetico sempre più sporco. È quello che ci riservano i prossimi mesi secondo l’Iea visto che il 2021 ha fatto registrare un aumento da record della domanda di elettricità. L’agenzia internazionale dell’energia calcola che l’anno scorso la crescita ha toccato il 6%, spinta in alto dalla ripresa post Covid-19. È l’aumento più corposo dal 2010 e corrisponde a circa 1.500 TWh in più.

“Il rapido rimbalzo della domanda globale di energia ha messo a dura prova le catene di approvvigionamento di carbone e gas naturale, spingendo in alto i prezzi all’ingrosso dell’elettricità”, spiega l’Iea nel rapporto “Electricity Market Report – January 2022”. “Nonostante l’impressionante crescita dell’energia rinnovabile, la produzione di elettricità da carbone e gas ha raggiunto livelli record. Come risultato, le emissioni annuali di anidride carbonica del settore dell’elettricità globale sono balzate a un nuovo massimo storico dopo essere diminuite nei due anni precedenti”.

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La crescita delle rinnovabili, infatti, non ha retto il ritmo del rimbalzo post pandemico. Dalle fer è arrivato il 6% di energia elettrica in più, mentre il carbone è cresciuto del 9% e ha assorbito metà dell’aumento della domanda di elettricità. Il gas è salito del 2% (con passaggi da gas a carbone determinati dal boom dei prezzi del gas) e il nucleare del 3,5%. Nel complesso, le emissioni sono cresciute del 7%, anche questo un record.

La domanda è cresciuta di più in Cina (10%), che pesa per circa metà dell’aumento globale. La corsa della domanda si è trasformata presto in corsa dei prezzi visto che la generazione non ha tenuto il passo. Se l’Iea paventa il rischio che il caro bollette, che pesa su imprese e famiglie, dia origine a tensioni sociali e politiche, il suggerimento del suo direttore Fatih Birol di agire subito. “I responsabili politici dovrebbero agire ora per attenuare l’impatto sui più vulnerabili e per affrontare le cause sottostanti”, spiega Birol, soprattutto tramite “maggiori investimenti in tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio, tra cui le energie rinnovabili, l’efficienza energetica e l’energia nucleare”, affiancati da “un’espansione di reti elettriche robuste e intelligenti”.

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