Energia rinnovabile: l’impennata del Regno Unito

Tra la riduzione dei costi tecnologici e una più grande attenzione da parte degli investitori, il Regno Unito vive un’impennata di progetti di energia pulita anche grazie allo sblocco dei sussidi sull’eolico onshore.

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Credits: nosita da Pixabay

269 progetti di energia rinnovabile registrati nel solo 2019 in UK

(Rinnovabili.it) – I progetti di energia rinnovabile che nel 2019 hanno richiesto l’autorizzazione alla costruzione in Gran Bretagna hanno raggiunto un picco mai visto negli ultimi anni. Si tratta di circa 269 tra impianti eolici, solari e di bioenergia, pari al 75% in più di progetti di energia pulita rispetto alle richieste presentate negli ultimi tre anni.

Secondo la società di consulenza energetica PX Group, l’attenzione nel Regno Unito per i nuovi progetti da fonti rinnovabili è cresciuta tra le società energetiche per contribuire a ridurre le emissioni di carbonio e raggiungere gli obiettivi climatici. Ma non solo. Gli operatori di energia pulita, infatti, sarebbero anche nelle condizioni di ottenere il massimo rendimento da un abbassamento dei costi tecnologici e da un maggiore supporto da parte dei finanziatori, che vedono nell’energia rinnovabile un investimento attualmente più redditizio.

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La presentazione di progetti per impianti da energia rinnovabile, inoltre, dovrebbe ulteriormente aumentare nei prossimi anni grazie alla decisione del governo Johnson, presa all’inizio di questo mese, di togliere il blocco alle sovvenzioni per i progetti eolici onshore. Questo significa che, dal prossimo anno, gli operatori di eolico terrestre potranno competere per i sussidi insieme agli operatori di energia solare e alle società di eolico offshore.

Infatti, da quando il blocco è stato messo in atto da David Cameron nel 2016, c’è stato un forte calo del numero di nuovi parchi eolici terrestri, e l’implementazione di nuova capacità è scesa al suo livello più basso proprio durante il 2019, provocando timori che il Regno Unito non riuscisse a rispettare i suoi obiettivi climatici. L’amministratore delegato di Scottish Power, Keith Anderson, ha affermato che la decisione di appoggiare l’eolico onshore è stato “uno dei primi chiari segnali del fatto che il governo facesse sul serio rispetto al raggiungimento degli obiettivi climatici”.

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All’inizio di questa settimana, Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), ha avvertito che i governi dovranno utilizzare politiche climatiche e sovvenzioni economiche per sostenere l’implementazione di energia pulita, nonostante il rallentamento economico globale innescato dall’epidemia di coronavirus e il crollo dei prezzi del mercato petrolifero. Birol ha infatti affermato che i governi “non dovrebbero permettere alla crisi di oggi di compromettere la transizione verso l’energia pulita. Infine, ha concluso sottolineando che “queste difficili condizioni di mercato saranno un chiaro test per gli impegni dei governi. Ma la buona notizia è che abbiamo tecnologie rinnovabili molto più economiche, abbiamo fatto grandi progressi nei veicoli elettrici e c’è una comunità finanziaria di supporto per la transizione di energia pulita”.

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