Fonti rinnovabili: la quota UE del 2021 cala ma la colpa non è del mercato

Tra ripresa dei consumi e nuove metodologie di calcolo la quota di rinnovabili nel consumo finale lordo di energia scende di 0,3 punti rispetto al 2020 anche se la produzione aumenta

fonti rinnovabili 2021
Immagine di PxHere

I dati Eurostat sulle fonti rinnovabili 2021 in Europa

(Rinnovabili.it) – Gli obiettivi europei 2030 in materia di energie rinnovabili si fanno un po’ più lontani. Nel passaggio dal 2020 al 2021, infatti, il Blocco ha perso 0,3 percentuali, passando una quota “green” sul consumo finale di energia del 22% al 21,7%. Si tratta, per stessa ammissione della Commissione europea, del primo calo mai registrato.

I dati appartengono ad Eurostat, l’ufficio statistiche dell’Unione europea, che ha aggiornato ieri le sue tavole e mappe interattive sulla domanda di energia coperta da fonti rinnovabili. I punti percentuali di diminuzione possono apparentemente sembrare pochi, ma in realtà offrono importanti spunti di riflessione per l’impegno UE e nazionale sul breve e medio periodo. “Guardando l’obiettivo UE attualmente fissato per il 2030 del 32% dalla direttiva 2018/2001 (RED II) […] , la quota del 21,8% registrata per il 2021 è ancora ben al di sotto del target. Pertanto, i Paesi devono intensificare i loro sforzi per rimanere al di sopra della linea di base stabilita nel regolamento 2018/1999 sulla governance dell’Unione dell’energia e dell’azione per il clima e per rispettare la traiettoria dell’UE richiesta. Ciò è ancora più vero se si tiene conto del fatto che nel 2021 la Commissione ha pubblicato la sua proposta di modifica della direttiva sulle energie rinnovabili, in cui mira ad aumentare questo obiettivo al 40%. E che il piano REPowerEU del 2022 lo incrementa ulteriormente al 45%”.

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Svezia campionessa di energie rinnovabili

Nel dettaglio 15 dei 27 Stati membri hanno registrato quote inferiori alla media dell’UE nel 2021, tra cui l’Italia che è passata da una quota fer sui consumi energetici (elettrico, termico e trasporti) del 20,3% nel 2020 al 19% nel 2021. Le percentuali più basse di rinnovabili sono state registrate in Lussemburgo (11,7%), Malta (12,2%), Paesi Bassi (12,3%), Irlanda (12,5%) e Belgio (13,0%). 

Con oltre la metà della propria energia da fonti rinnovabili nel suo consumo finale lordo, la Svezia ha di gran lunga la quota più alta (62,6%) tra i paesi dell’UE Stati membri nel 2021, davanti a Finlandia (43,1%) Lettonia (42,1%), Estonia (37,6%), Austria (36,4%) e Danimarca (34,7%).

Fonti rinnovabili
Credits: Eurostat

Ma è bene fare una precisazione: il calo non è determinato dalla produzione delle fonti rinnovabili, che invece è aumentata in termini assoluti. Le cause di quel -0,3% sono da ricercare oltre alla crescita dei consumi stessi per effetto della revoca delle restrizioni COVID-19 anche un in cambiamento di metodologia. Perché? Perché la legislazione alla base del calcolo è cambiata. Ad esempio introducendo una serie di criteri di sostenibilità e di emissione di gas serra che i bioliquidi utilizzati nei trasporti devono soddisfare per essere conteggiati nell’obiettivo.

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