Generazione elettrica globale, la ripresa verde è un miraggio

La crescita della domanda di elettricità ha preso in contropiede le rinnovabili. Eolico e solare coprono solo il 57% dell’aumento globale, il resto va al carbone. Ma l’energia pulita per la prima volta ha generato il 10% dell’elettricità mondiale superando il nucleare

Generazione elettrica globale: la ripresa post Covid è grigia
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I dati del think tank Ember sulla generazione elettrica globale

(Rinnovabili.it) – Altro che ripresa verde, per la generazione elettrica globale. Siamo già tornati ai livelli di emissioni pre-Covid, anzi li abbiamo superati. E le rinnovabili non riescono ad accompagnare il rimbalzo della domanda di elettricità. Così riguadagna spazio il carbone.

È la fotografia scattata da Ember, il think tank che monitora la transizione energetica a livello globale. Nel rapporto Global Electricity Review pubblicato oggi, l’istituto britannico analizza i dati del primo semestre 2021 di 63 paesi che rappresentano l’87% della produzione elettrica mondiale. E arriva a conclusioni ben poco incoraggianti.

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Com’era prevedibile, per le emissioni del settore energetico il confronto con la prima metà del 2020 porta il segno più (+12%). Ma il rimbalzo positivo si registra anche rispetto allo stesso periodo del 2019: +5% di emissioni rispetto ai livelli pre-pandemia. Della stessa percentuale cresce anche la domanda globale di elettricità nell’ultimo biennio.

Fonte: Ember

Quali fonti hanno coperto il nuovo fabbisogno? Anche qui le notizie non sono buonissime. Eolico e fotovoltaico arrivano a coprire fino al 57%, ma la parte restante (43%) è tutta appannaggio del carbone. Infatti il gas resta al palo mentre idroelettrico e nucleare scendono leggermente nel mix. Uno spiraglio: per la prima volta, eolico e solare insieme hanno generato più del 10% dell’elettricità globale, superando anche il nucleare.

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Scendendo a livello di singoli paesi, le pagelle di Ember non promuovono nessuno a pieni voti. La sufficienza arriva per Stati Uniti, Europa, Giappone e Corea del Sud i cui comparti energetici hanno effettivamente ridotto le emissioni rispetto ai livelli precedenti alla pandemia, con l’energia dal sole e dal vento che ha guadagnato qualche lunghezza sul carbone. Ma tutto questo – avverte Ember – è successo nel contesto di una domanda di elettricità depressa. Cosa succederà in queste economie avanzate quando la curva della domanda tornerà a crescere in modo consistente resta da vedere.

Fonte: Ember

D’altronde, per quei paesi dove questo è già successo le emissioni sono salite, con il carbone che cresce a fianco delle rinnovabili disegnando una ripresa “grigia”: è il caso della Cina, dell’India e di altri paesi asiatici. Occhi puntati su Pechino, primo inquinatore mondiale: la crescita della domanda di elettricità tra gennaio e giugno ha toccato il 14%, coperta per oltre 2/3 (il 68%) dal carbone.

1 commento

  1. Le rinnovabili non riescono a supportare la crescita dei consumi perché la loro volubilità le rende inadeguate allo scopo. Non illudiamoci più, quando eolico e solare non sono sufficienti a coprire la domanda a causa della loro intrinseca inefficienza, saranno carbone, petrolio e gas a sostituirle con l’inevitabile aumento della CO2. È ora di riconoscere una volta per tutte che senza nucleare l’eliminazione della CO2 sarà impossibile. Prima lo si capirà, prima si potrà salvare il pianeta.

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