Giorgetti: da Governo 21mld al contrasto della crisi energetica

Il ministro dell’Economia in audizione al Parlamento fornisce alcuni chiarimenti sulla politica di bilancio per il 2023. Sul Superbonus 110% “valutati “rilevanti maggiori oneri” rispetto quanto inizialmente stimato

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Credits: Camera

Audizione del ministro Giorgetti sulla Nota di Aggiornamento del DEF 2022

(Rinnovabili.it) – “In considerazione dell’incertezza del quadro economico di riferimento, il Governo è intenzionato a destinare le risorse disponibili per il 2023 al contrasto della crisi energetica, favorendo al contempo politiche di contenimento dei consumi e di risparmio energetico”. Lo spiega il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, nell’audizione parlamentare sulla Nota di Aggiornamento del DEF 2022. Che le misure contro il caro bollette siano uno dei temi caldi della prossima manovra non è una novità. Il tema ha dominato la scorsa riunione del Consiglio dei Ministri e oggi si aspetta di conoscere in dettagli cosa l’Esecutivo inserirla nella legge di Bilancio 2023.

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Sul piatto, come spiegato dallo stesso Giorgetti, ci sono 21 miliardi di euro, risorse che dovranno rafforzare gli interventi contro la crisi energetica a partire dal rinnovo delle misure in scadenza a fine 2022. “In particolare – spiega il Ministro –  si prevede il rinnovo per i primi mesi del 2023 delle misure relative ai crediti di imposta in favore delle imprese per l’acquisto di energia e gas, al contenimento degli oneri generali di sistema per le utenze di energia elettrica e gas, al taglio al 5 per cento dell’IVA sui consumi di gas e alla proroga delle agevolazioni tariffarie per i consumi elettrici e di gas in favore degli utenti domestici economicamente svantaggiati”.

Il Governo, anticipa Giorgetti, sta valutando anche la possibilità di impiegare le risorse disponibili dei Fondi SIE dell’Unione Europea per sostenere le misure di riduzioni dei costi energetici di imprese e famiglie. “Tale possibilità presuppone una modifica dei regolamenti europei che consenta maggiori margini in termini di ammissibilità delle misure ed una ricognizione delle effettive disponibilità dei programmi operativi, soprattutto nazionali. In tal caso, le risorse rimborsate dall’UE potranno essere riassegnate ad un apposito Fondo, destinato a finanziare ulteriori misure di contrasto degli aumenti dei prezzi dell’energia”.

Giorgetti non si sbottona invece sul Superbonus 110%, limitandosi a riportare alcune considerazioni sugli oneri della detrazione Irpef. Oneri che secondo le previsioni tendenziali di finanza pubblica, sarebbero ben maggiori di quanto previsto in passato. “L’incremento, rilevato sulla base delle informazioni aggiornate al 1° settembre, segnala uno scostamento complessivo di 37,8 miliardi di euro sull’intero periodo di previsione”.

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1 commento

  1. Il Ministro Giorgetti si conferma incapace oppure incrine ad alimentare il solito settore del fossile a spese nostre: di fatto i NOSTRI 21 miliardi di euro saranno quindi destinati alle aziende del GAS, con il risultato che nessuno farà efficienza energetica perché tanto l’energia costerà sempre poco.
    Con 21 miliardi si potrebbero creare parchi fotovoltaici per oltre 20 GW di potenza, oppure parchi eolici onshore da oltre 15GW o parchi eolici offshore per oltre 10GW, o un mix di questi, con il risultato che una volta spesi i soldi avremo energia per almeno 20 anni.
    Invece la superidea di Giorgetti è spendere questi soldi per i primi mesi del 2023, e poi spenderne altrettanti per i restanti mesi del 2023 e cosi via??
    PROPRIO UN GRAN MINISTRO INTELLIGENTE

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