Infrastrutture digitali, il 5G allunga la vita al carbone cinese?

Il consumo di elettricità di data center e tecnologie per la rete mobile di 5° generazione della Cina crescerà del 289% in 15 anni. Oggi il 61% del loro mix elettrico è occupato dal carbone. E il picco emissivo arriverà tardi, soltanto nel 2035

Infrastrutture digitali: il boom cinese sarà alimentato a carbone?
Foto di THAM YUAN YUAN da Pixabay

Il dossier di Greenpeace sulle infrastrutture digitali di Pechino

(Rinnovabili.it) – Internet e 5G allungheranno la vita al carbone cinese? Il rischio esiste e si basa su numeri precisi. Basta seguire la parabola delle infrastrutture digitali del colosso asiatico e incrociare le previsioni con il mix elettrico attuale per fare i conti in tasca a Pechino.

Secondo l’ufficio per l’Asia dell’Est di Greenpeace, tra il 2020 e il 2035 il consumo di elettricità delle infrastrutture digitali cinesi crescerà di uno spettacolare 289%. Un boom trainato soprattutto dalla proliferazione di data center per archiviare e gestire i big data e dalla diffusione della tecnologia di rete mobile di 5° generazione. Ma come sottolinea l’ong nel rapporto China 5G and Data Center Carbon Emissions Outlook 2035, nel 2020 il 61% del mix elettrico del digitale cinese era coperto dal carbone.

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5G e internet possono diventare il tallone d’Achille dell’ambizione climatica della Cina, sostiene il rapporto. Il primo è una delle fonti di emissioni del settore con la curva di crescita più rapida. Greenpeace stima che nel giro dei prossimi 15 anni il consumo energetico di questa tecnologia crescerà quasi di 5 volte rispetto ai livelli attuali (+488%), raggiungendo i 297 miliardi di kWh entro il 2035.

Nel complesso le infrastrutture digitali potrebbero avere performance climatiche anche peggiori di industrie pesanti e settori hard to abate come siderurgico e cemento. Per questi, le previsioni parlano di un picco di emissioni che dovrebbe essere raggiunto attorno al 2025. Il culmine emissivo dell’industria cinese di internet, invece, arriverebbe solo 10 anni più tardi, nel 2035. Entro questa data, si prevede che le emissioni delle infrastrutture digitali in Cina raggiungeranno i 310 milioni di tonnellate.

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“La crescita esplosiva delle infrastrutture digitali non deve necessariamente significare una crescita delle emissioni”, commenta Ye Ruiqi di Greenpeace. “Le aziende tecnologiche hanno il potenziale per catalizzare riduzioni reali delle emissioni attraverso investimenti in progetti di rinnovabili distribuite e l’acquisto diretto di energia eolica e solare, tra le altre strategie. Ma alcuni dei più grandi attori del settore, tra cui Alibaba e GDS, devono ancora emettere impegni per arrivare al 100% di energia rinnovabile o per la neutralità del carbonio”.

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