Isole sostenibili, c’è ancora molta strada da fare per l’Italia

Secondo il report di Legambiente e CNR-IIA, le 27 isole minori abitate sono attualmente fra i territori meno virtuosi dal punto di vista della gestione del territorio. Ma la rivoluzione è a portata di mano e lo dimostrano buone pratiche di tutto il mondo

isole sostenibili
By Luca Conti – originally posted to Flickr as P1010073.JPG, CC BY 2.0, Link

Pubblicato il nuovo rapporto dell’Osservatorio Isole Sostenibili

(Rinnovabili.it) – Le piccole isole sono i laboratori ideali dove sperimentare transizione ecologica. Tra risorse locali e potenzialità sopite, questi territori potrebbero facilmente divenire avamposto della lotta climatica; regno di una sostenibilità diffusa di cui beneficiare anche sul fronte economico. In realtà, a livello globale, esempi di isole sostenibili ed ecologicamente virtuose non mancano. Sempre più comunità, dal Pacifico ai Mari del Nord, stanno abbracciando progetti di produzione di energie rinnovabili, di turismo sostenibile e mobilità pulita.

A mancare all’appello invece sono le realtà italiane: le nostre 27 isole minori abitate risultano attualmente fra le meno virtuose dal punto di vista della gestione del territorio. A riferirlo sono oggi Legambiente e l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR (CNR-IIA) , promotori dell’osservatorio Isole Sostenibili (https://www.isolesostenibili.it/). Il progetto ha presentato stamane il nuovo rapporto annuale, documento che traccia il percorso di transizione ecologica di queste piccole comunità.

“Sono tante le isole nel mondo che stanno scommettendo su modelli diversi di sviluppo a emissioni zero e con interventi di adattamento ai fenomeni connessi al cambiamento climatico”, si legge nella relazione. “Una direzione di intervento che oggi rappresenta anche una grande opportunità per attrarre la crescente quota di turismo in cerca di un’offerta di qualità proprio nelle isole minori italiane dove al centro sono il paesaggio e la storia, la biodiversità e la tipicità gastronomica ma anche l’innovazione”.

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Peccato che ad oggi, queste opportunità rimangano per lo più sulla carta. Delle ventisette isole, venti risultano ancora non interconnesse alla rete nazionale. E in queste, nessuna raggiunge il 5% di rinnovabili nei consumi elettrici, mentre il dato italiano complessivo è già oltre il 36%. Il fotovoltaico rimane la fonte verde più diffusa, mentre le installazioni di micro-eolico si contano solo a Pantelleria e Sant’Antioco.

E se va leggermente meglio per la raccolta differenziata (i valori medi nelle 27 sono circa del 40%), la depurazione idrica è il vero tasto dolente. In alcune isole minori non esiste alcun sistema di trattamento delle acque reflue, e in quelle che lo hanno non si può ancora parlare di una gestione ottimale. Prevalentemente, sono le navi a garantire che la situazione non vada in crisi, portando gasolio da bruciare ed acqua pulita, e ripartendo con rifiuti di ogni tipo, soprattutto indifferenziati. 

Una ricetta per le isole sostenibili

Come trasformare questa situazione anacronistica in un modello di sostenibilità? Gli autori del report hanno idee chiare e stilano una ricetta dettagliata per le future isole sostenibili. Due sfide appaiono particolarmente rilevanti: la capacità di realizzare innovazioni in realtà che vivono grandi oscillazioni di afflusso turistico nei mesi estivi, con picchi dei consumi e degli impatti; la possibilità di portare avanti queste innovazioni dove sono presenti vincoli ambientali e paesaggistici.

Il primo obiettivo è far crescere la produzione di energia rinnovabile e accompagnarla con interventi di efficienza energetica, per dismettere in pochi anni i generatori fossili. Il secondo è puntare alla chiusura del ciclo dei materiali, incrementando differenziata e riciclo e valorizzando il loco la frazione organica per la produzione di compost e biometano/biogas.

Il terzo è la realizzazione di un modello virtuoso di gestione delle risorse idriche, recuperando sprechi e perdite nella rete di distribuzione e puntando a realizzare nuove vasche di raccolta delle acque piovane per utenze domestiche e agricole. Oltre ovviamente a sistemi di depurazione delle acque grigie per il riutilizzo in tutti gli usi compatibili e impianti di dissalazione.

Sul fronte mobilità, invece, la finalità dovrebbe essere quella di bloccare l’accesso di auto dei non residenti nei periodi estivi, di potenziare il trasporto pubblico e incentivare i mezzi elettrici. Il problema dei dislivelli presenti in molte isole è facilmente risolvibile attraverso le biciclette elettriche a pedalata assistita, anche queste associabili a stazioni di ricarica puntuali, lungo le ciclabili.

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1 commento

  1. Abito in Sicilia, precisamente a Patti, in provincia di Messina. Il Golfo di Patti è quello che delimita le Isole Eolie. Penso che la Sicilia si presterebbe molto ad essere capofila di una vera sperimentazione verde. Da noi la mentalità e la sensibilità dei cittadini sta cambiando verso una totale sostenibilità. Siamo a buon punto con la Raccolta differenziata. Abbiamo potenzialità enormi date dal Vento e dal Sole per almeno 10 mesi l’anno. Dal mare, ad esempio, con il moto ondoso, l’energia rinnovabile sarebbe a portata di mano. Possiamo migliorare con la raccolta dell’acqua piovana, casa per casa. Il rischio desertificazione è elevato. Il primo passo sarebbe quello di sensibilizzare i nostri Amministratori regionali a riconvertire i molti Poli Petrolchimici in Aereoporti leggeri, Porti turistici, Strade, Rete ferroviaria (Ad es. un Grane Anello ferroviario a doppio binario che possa collegare in tempi rapidi l’intera Sicilia, tipo grande raccordo anulare), Servizi, ecc., aumentando così anche l’occupazione. Per la Sicilia sarebbe una occasione unica da non perdere.

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