Obiettivi climatici: svolta epocale per BP?

BP annuncia di voler raggiungere la completa decarbonizzazione della catena del valore dei combustibili fossili. Tuttavia, mancano ancora i dettagli operativi di questo piano rivoluzionario, che fa storcere il naso agli ambientalisti.

Obiettivi climatici
Credits: Gerd Altmann da Pixabay

Il nuovo CEO di BP annuncia di voler reinventare la compagnia petrolifera assumendosi impegni più seri sugli obiettivi climatici.

 

(Rinnovabili.it) – Il nuovo amministratore delegato di BP (British Petroleum), Bernard Looney, annuncia l’arrivo di una nuova era per la compagnia petrolifera, fissando quello che (almeno nelle intenzioni) è uno degli obiettivi climatici più ambiziosi mai dichiarati nel settore petrolifero: la riduzione delle emissioni delle attività di produzione di petrolio e gas, in vista di una loro completa neutralizzazione. Tuttavia, il discorso di insediamento di Looney, deciso a “reinventare” la società, pare abbia già attirato l’ira dei gruppi ambientalisti, che hanno criticato la mancanza di dettagli e di piani operativi in vista di questa epocale trasformazione.

 

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Infatti, nonostante il nuovo volto di BP abbia più volte sottolineato la necessità di “cambiare profondamente perché il mondo sta cambiando rapidamente”, non è ancora chiaro in che modo abbia intenzione di perseguire i nuovi obiettivi climatici e la decarbonizzazione della catena del valore dei combustibili fossili, specie per quanto riguarda il temuto Scope 3, che fissa gli standard per le emissioni di cui un’azienda è responsabile al di fuori delle ‘proprie mura’: dai beni che acquista, allo smaltimento dei prodotti che vende.

 

Un modo possibile per raggiungere gli obiettivi climatici prefigurati da Looney è quello di acquistare crediti di carbonio e scommettere sulla tecnologia di cattura e stoccaggio della CO2, che però non è ancora utilizzata su scala commerciale. Queste proposte, però, non sembrano affatto soddisfare Greenpeace che, tramite il suo portavoce Charlie Kronick, ha dichiarato a Reuters che l’unico modo per raggiungere la decarbonizzazione sarà quando le compagnie petrolifere “smetteranno di sprecare miliardi in trivellazioni per petrolio e gas”.

 

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L’obiettivo delle zero emissioni da parte di BP si riferisce a ogni barile che produce, in base alla sua quota azionaria nei giacimenti di petrolio e gas, dal pozzo alla stazione di benzina. Non comprende, però, i prodotti petroliferi che vengono solo commercializzati. In questo modo, la società (che nel 2019 ha prodotto circa 2,64 milioni di barili equivalenti di petrolio al giorno), taglierebbe circa 415 milioni di tonnellate di emissioni equivalenti di anidride carbonica all’anno. Secondo le prime previsioni di Looney, inoltre, la produzione di barili di petrolio diminuirà entro il 2050.

 

Inoltre, BP ha intenzione di stabilire nuovi standard sulle sue relazioni commerciali. Già l’anno scorso, l’azienda ha investito circa 500 milioni di dollari in tecnologie a basse emissioni di carbonio, tra cui energia eolica, sistemi di ricarica delle batterie dei veicoli elettrici ed energia solare. Questo, però, rispetto a un budget complessivo di 15,2 miliardi di dollari nel solo 2019. Lo scopo di BP, dunque, sarebbe quello di diventare una società in grado di ampliare concretamente il suo portafoglio di fonti energetiche.

 

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