Praga anticiperà il phase out del carbone di 8 anni

L’accordo di coalizione del nuovo esecutivo guidato da Petr Fiala parlava di un generico “prima del 2038”. La ministra dell’Ambiente in pectore mette i puntini sulle i: l’addio al carbone avverrà nel 2030 o al più tardi nel 2033

Phase out del carbone: la Polonia lo fissa ufficialmente al 2049
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Solo 4 paesi UE hanno già ultimato il phase out del carbone

(Rinnovabili.it) – Dopo quello tedesco, anche il nuovo governo della Repubblica Ceca vuole dire addio al carbone in tempi più rapidi. E come Berlino, anche Praga non punterà più al 2038 come data finale per il phase out del carbone. “Sarebbe un grande successo completarlo entro il 2030, il 2033 al più tardi, ha dichiarato la ministra dell’Ambiente in pectore, Anna Hubáčkova, dopo un incontro con il nuovo premier Petr Fiala entrato in carica ufficialmente il 28 novembre.

L’esecutivo precedente, guidato da Andrej Babiš, aveva faticosamente provato a fissare una data ultima al 2038, orizzonte temporale suggerito da una commissione statale. Nel 2019, il carbone rappresentava ancora un terzo dell’approvvigionamento energetico totale, il 46% della produzione di elettricità e oltre il 25% del riscaldamento residenziale. Negli ultimi 10 anni il suo consumo è calato, ma troppo lentamente. Tra 2009 e 2019 il minor affidamento al carbone ha contribuito a ridurre l’intensità di carbonio dell’economia ceca del 15% e del 22% quella della generazione elettrica e termica. Ma le emissioni del paese ormai sono stabili dal 2015, non scendono più.

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Per centrare i nuovi obiettivi europei sul clima, Praga deve accelerare. Le premesse sembrano confortanti. L’accordo di coalizione tra le varie anime del nuovo esecutivo era rimasto piuttosto laconico sul phase out del carbone. Prometteva solo di anticiparlo rispetto al 2038. Le parole di Hubáčkova danno l’idea dell’effettivo orientamento del governo.

Non è un dettaglio. La campagna elettorale si era giocata anche su questo tema e l’idea era di puntare al 2030. Ma una volta vinte le elezioni, la costruzione dell’accordo di coalizione aveva diluito linguaggio e obiettivo, peraltro proprio durante le settimane in cui si teneva la COP26 e i paesi erano chiamati ad aumentare la loro ambizione climatica.

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Secondo un dossier del think tank climatico Ember, per restare allineata all’accordo di Parigi la Repubblica Ceca non deve ultimare il phase out del carbone dopo il 2030. Obiettivo ambizioso ma fattibile, spiega il dossier, se Praga accelera l’espansione di eolico e solare portandosi sui ritmi dei paesi europei più virtuosi e se investe nel sistema di riscaldamento.

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