Retail e rinnovabili, Eni raccoglie la sfida della transizione energetica

Nel 2022 Eni perfezionerà l’integrazione tra i business retail e rinnovabili: un tassello nella strategia di decarbonizzazione dell’azienda, che punta a rafforzarsi sul versante generazione distribuita per accompagnare la transizione verso nuovi modelli di produzione e consumo dell’energia

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La fusione dei business retail e rinnovabili per accelerare la transizione energetica

(Rinnovabili.it) – L’impennata che le rinnovabili hanno fatto registrare nell’ultimo biennio in termini di capacità installata è la “nuova normalità”, scriveva l’IEA in un importante dossier pubblicato poche settimane fa. Nel 2020 le fer sono cresciute del 45% sull’anno precedente e secondo l’agenzia guidata da Fatih Birol anche nel 2021-22 costituiranno il 90% della nuova capacità energetica globale. Con l’Europa, insieme agli Stati Uniti, a fare da traino più della Cina.

Un’Europa che lo scorso aprile ha ufficializzato i nuovi obiettivi sulle emissioni con la legge sul clima: taglio del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Mentre a Bruxelles sono atterrati i PNIEC degli Stati membri per definire il perimetro di un’azione rafforzata su energia e clima in questo decennio. Sul tavolo ci sono quindi tutte le condizioni di base per premere sull’acceleratore della transizione energetica e quindi della decarbonizzazione. Una finestra di opportunità che ha bisogno di interpreti attivi su più livelli per valorizzarne il potenziale. 

Fusione retail e rinnovabili, nuovo tassello di Eni per la transizione energetica

La ricetta di un player come Eni si muove in un orizzonte europeo, pur tenendo salde radici italiane, e punta alla creazione diffusa di valore. In quest’ottica, la compagnia energetica ha in programma di integrare, diversificare ed espandere i business retail e rinnovabili. Obiettivo: sviluppare entro il 2025 una capacità di generazione elettrica da rinnovabili di almeno 5 GW. Capacità che sarà offerta a una base clienti che si sta espandendo e che, al momento, si attesta a 10 milioni.

La fusione sarà finalizzata nel corso del 2022 e punta a sfruttare al meglio le sinergie interne all’azienda e a massimizzare anche la generazione di valore lungo la catena di energia rinnovabile. Un nuovo assetto integrato, quindi, che dà accesso ai clienti a energia pulita prodotta direttamente dagli impianti fotovoltaici ed eolici di Eni, e di conseguenza a una platea di servizi e di prodotti decarbonizzati.

Lo sguardo è all’orizzonte della transizione energetica tradotto in impegni concreti nel piano strategico per la neutralità carbonica a lungo termine. Per raggiungere la totale decarbonizzazione sia dei processi sia dei prodotti entro il 2050, Eni ha fissato come tappe intermedie 15 GW di capacità installata al 2030 che devono diventare 60 GW nel 2050. E per questa stessa data, il target stabilito è di raddoppiare il numero di clienti, arrivando a toccare i 20 milioni di contratti di fornitura retail totali.    

La transizione energetica in un orizzonte europeo

Un quadro di attività che Eni ha iniziato a riempire guardando anche al di fuori dei confini italiani. In particolare, la compagnia energetica si è mossa molto in questi mesi sul mercato spagnolo. Un paese, quello iberico, che resta centrale nella strategia di Eni per la transizione energetica visto che da lì, entro il 2025, deve provenire almeno 1 dei 5 GW di capacità installata da rinnovabili prevista. 

La via scelta è quella della partnership con un un’azienda come X-Elio, installatore di pannelli fotovoltaici con un business di respiro globale, che in Spagna ha una presenza molto importante. L’accordo siglato lo scorso febbraio riguarda tre progetti fotovoltaici dalla capacità complessiva di 140 MW nel sud del paese. 

Anche questa mossa è pensata per integrarsi al meglio con l’avanzata nel settore retail che Eni ha messo a punto all’inizio del 2021, con l’ingresso nel mercato iberico di Eni gas e luce attraverso l’acquisizione del 100% di Aldro Energìa (250mila clienti e un focus soprattutto sul segmento delle piccole e medie imprese). Una strategia di acquisizioni, che si può espandere ancora per entrare in nuovi mercati e assorbire quei portafogli retail che permettono di creare piattaforme per offrire nuovi servizi. Nuovi mercati, ma anche esperienza su tecnologie come l’eolico offshore: è il caso dell’acquisizione, annunciata a dicembre 2020, del 20% del progetto Dogger Bank, al largo della Gran Bretagna, che a regime sarà il più grande del mondo con 3,6 GW. 

Il valore della generazione distribuita

Un percorso verso la transizione energetica che non ignora il versante della generazione distribuita e  le potenzialità dei cittadini prosumer, ovvero gli utenti che autoproducono, utilizzano ed eventualmente accumulano e scambiano in rete la loro energia rinnovabile, fotovoltaico in primis. Passaggio sostanzialmente obbligato visto che lo scopo ultimo è raggiungere obiettivi sfidanti, come la decarbonizzazione completa entro il 2050.

Per seguire le tracce di questo percorso bisogna tornare in Italia, dove Eni nel gennaio 2020 è diventato di fatto leader nel mercato della generazione distribuita grazie all’acquisizione, da parte di Eni gas e luce, del 70% di Evolvere. Un risultato importante per promuovere il nuovo modello energetico del prosumer, e offrire un modello di business sostenibile.

Evolvere, infatti, è l’azienda che gestisce il maggior numero di installazioni solari di piccola taglia in generazione distribuita in Italia: a fine 2020 poteva contare su oltre 10.500 contratti attivi. A questi vanno poi aggiunti più di 500 impianti Super Tuo, offerta legata al Superbonus 110% nata per sposare le esigenze della riqualificazione edilizia con quelle più nuove e incalzanti dei prosumer, e gli 839 impianti installati nei primi 4 mesi del 2021.

La fetta maggiore, oltre il 90%, di questi contratti riguarda clienti residenziali. A cui Eni gas e luce può proporre un’offerta integrata, affiancando all’installazione dell’impianto fotovoltaico e al servizio di manutenzione di Evolvere, la possibilità di poter scegliere la fornitura di energia elettrica e un servizio smart di controllo da remoto dei consumi.

Un tassello fondamentale, quello del focus sui prosumer, che spinge verso una transizione energetica a tinte più democratiche e inclusive.

In collaborazione con Eni

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