Rinnovabili e mercato elettrico, da CdM ok a decreti di recepimento UE

Inizia il percorso di attuazione delle ultime 2 direttive europee del pacchetto 2016. Tra le novità in arrivo: nuove semplificazioni per fer e idrogeno, completamento del quadro normativo per le comunità energetiche e riutilizzo dei proventi delle Aste CO2 per incentivare le rinnovabili

rinnovabili
Foto di Pexels da Pixabay

(Rinnovabili.it) – In ritardo sulla tabella di marcia, ma pronti a completare il quadro. Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri due decreti per il recepimento di altrettante direttive europee, provenienti dal celebre pacchetto “Energia pulita per tutti” del 2016.  Parliamo della RED II, dedicata alle energie rinnovabili, e delle nuove disposizioni per il mercato elettrico. Il 30 giugno 2021 era la data ultima entro cui gli Stati membri avrebbero dovuto riportare nel diritto nazionale tali elementi normativi. E nel frattempo, l’esecutivo UE ha sfornato una serie di proposte normative  – il “Fit for 55” – per aggiornare il precedente pacchetto ai nuovi obiettivi climatici.

Leggi anche Direttiva Energie Rinnovabili, l’UE punta ad un 40% entro il 2030

Il ritardo italiano non è passato inosservato, guadagnandosi una lettere di messa in mora da parte della Commissione europea.  Oggi, tuttavia, il lavoro di attuazione riprende slancio con i due testi approvanti in concomitanza con le misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, in materia di università e dei trasporti” a partire dal 1° settembre 2021.

Il decreto di recepimento della direttiva (UE) 2018/2001, meglio nota come RED II, si focalizza sulle energie rinnovabili e completa il lavoro già iniziato nel 2019 con l’elaborazione del PNIEC. L’obiettivo? Accelerare la transizione dai combustibili tradizionali alle fonti pulite. Il testo introduce attese novità dall’individuazione di strumenti calibrati sulla base dei settori d’uso, delle tipologie di interventi e della dimensione degli impianti. L’approccio mira al contenimento del consumo di suolo e dell’impatto paesaggistico e ambientale, “comprese le esigenze di qualità dell’aria”. In altre parole via a percorsi autorizzativi semplificati ma solo a valle di una partecipazione positiva degli enti preposti al rilascio dei permessi tramite un percorso condiviso di individuazione di aree idonee.

Anche per gli incentivi alle rinnovabili, la parola d’ordine è semplificare, facilitando l’accesso ai meccanismi attuali. Ma anche fornendo una programmazione quinquennale di aste e gare, al fine che dia certezza agli investitori. “Centrale la realizzazione delle infrastrutture necessarie per la gestione delle produzioni degli impianti a fonti rinnovabili”, si legge nella nota stampa governativa. “Prevista un’accelerazione nello sviluppo della rete elettrica e della rete gas e semplificazioni per la realizzazione degli elettrolizzatori alimentati da fonti rinnovabili”. Tra gli obiettivi anche quello di valorizzare l’energia prodotta da biogas per la trasformazione in biometano e le fonti marine.

Il secondo decreto recepisce la direttiva direttiva UE 2019/944, relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica. Il testo introduce disposizioni volte a:

  • disciplinare le nuove configurazioni delle comunità energetiche dei cittadini;
  • rafforzare i diritti dei clienti finali in termini di trasparenza (delle offerte, dei contratti e delle bollette);
  • completare la liberalizzazione dei mercati al dettaglio salvaguardando i clienti più vulnerabili;
  • aprire maggiormente il mercato dei servizi a nuove tipologie di soggetti quali la gestione della domanda e i sistemi di accumulo;
  • prevedere un ruolo più attivo dei gestori di sistemi di distribuzione;
  • regolare la possibilità di istituire sistemi di distribuzione chiusi;
  • aggiornare gli obblighi di servizio pubblico per le imprese operanti nel settore della generazione e della fornitura di energia elettrica; introdurre un sistema di approvvigionamento a lungo termine di capacità di accumulo.

I destinatari dell’intervento normativo proposto sono essenzialmente i consumatori e i produttori di energia elettrica nelle diverse configurazioni soggettive, nonché i soggetti che rivestono un ruolo pubblico concernente la gestione del sistema elettrico (gestori di rete di trasmissione e distribuzione, gestore dei mercati elettrici e l’Autorità di regolazione).

Tra le misure più interessanti, la decisione di impiegare a partire dal 2022 una quota dei proventi annuali derivanti dalle aste della CO2 “alla copertura dei costi di incentivazione delle fonti rinnovabili e dell‘efficienza energetica mediante misure che trovano copertura sulle tariffe dell’energia”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui