Canada: stop a Frontier, il devastante progetto di sabbie bituminose

“Negli ultimi giorni è diventato sempre più chiaro che non esiste un percorso che ci posa permettere di andare avanti”. Questo è quanto dichiara l’amministratore delegato di Teck, compagnia mineraria canadese che punta il dito contro il governo di Trudeau.

Sabbie bituminose
Credits: Morana T da Pixabay

Dopo le grandi proteste dei mesi scorsi, Teck decide di annullare il suo progetto di sabbie bituminose nell’Alberta settentrionale.

 

(Rinnovabili.it) – La società mineraria canadese Teck ha annunciato a gran sorpresa di voler annullare il progetto della miniera di sabbie bituminose da 15,6 miliardi di dollari nell’Alberta settentrionale. La ragione ufficiale, da quanto dichiarato dalla società, è fortemente legata all’incertezza del governo canadese rispetto alla politica climatica del paese. La scelta di Teck, infatti, mette in luce la necessità da parte degli stati di bilanciare la crescita energetica e la sicurezza ambientale.

 

Il progetto di sabbie bituminose, denominato Frontier, era diventato l’ultimo bersaglio in ordine cronologico di forti proteste da parte di gruppi e movimenti ambientalisti, impegnati a combattere lo sfruttamento dei combustibili fossili in vista della riduzione del riscaldamento globale. Anche a fronte di questa aspra opposizione, specialmente negli ultimi mesi si sono verificati ritardi nella costruzione dei nuovi oleodotti, che hanno costretto il governo dell’Alberta a ridurre la produzione di petrolio. Le proteste delle comunità native, inoltre, hanno portato ad un lungo blocco ferroviario.

 

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A fronte di queste proteste, l’amministratore delegato di Teck, Don Lindsay, ha dichiarato che Frontier si è ritrovato ad essere al centro di un dibattito nazionale sullo sviluppo energetico, le questioni indigene e il cambiamento climatico. “Negli ultimi giorni”, ha specificato Lindsay, “è diventato sempre più chiaro che non esiste un percorso che ci posa permettere di andare avanti”.

 

Secondo quanto dichiarato dal ministro canadese dell’Ambiente Jonathan Wilkinson e dal Ministro canadese delle Risorse Naturali Seamus O’Regan, il ritiro di Teck evidenzia la necessità di un piano climatico credibile affinché il Canada diventi carbon neutral entro il 2050. “Il mondo sta cambiando”, ha aggiunto il Primo Ministro Justin Trudeau, “non è più possibile costruire un’economia forte senza combattere i cambiamenti climatici.

 

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Nel frattempo, le azioni di Teck sono scese del -2,7% e hanno perso il 18% del loro valore. “Il clima politico e la mancanza di un accordo coeso su come affrontare la politica energetica e il clima stanno spaventando gli investitori”, ha dichiarato Tim Pickering di Auspice Capital Advisors, società di consulenza sulla gestione dei fondi. La decisione di Teck, da questo punto di vista, lancia un forte segnale ai governi di tutto il mondo rispetto alle conseguenze che possono derivare dall’assenza di un chiaro piano energetico di riduzione delle emissioni. Come sottolinea Lindsay, infatti, la scelta di annullare il progetto di sabbie bituminose “è stata presa in gran parte a causa dell’incertezza normativa e dei continui ritardi creati dal governo nazionale”.

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