Superbonus edilizia, l’Ance stima 21 mld di effetto economico

L’associazione nazionale costruttori edili accoglie con soddisfazione la proposta presentando alcune stime delle possibili ricadute economiche. Ma per il nuovo ecobonus manca ancora l’ok dalla Ragioneria

superbonus edlizia
Foto di Stefano Ferrario da Pixabay

Quale futuro per il superbonus edilizia nel Decreto Rilancio?

(Rinnovabili.it) – La proposta del superbonus edilizia non ha ancora trovato una dimensione definitiva nel pacchetto di misure a sostegno di famiglie e lavoratori. Il Decreto Rilancio – nuovo nome del decreto maggio, già ex aprile – contiene ancora molte parti lasciate in bianco; e una di queste riguarda proprio l’ecobonus del 110% per i lavori di riqualificazione degli edifici. In realtà, come fa sapere oggi l’AGI, l’intero capitolo sul sostegno alle imprese riporta ancora la dicitura “in attesa di verifica della copertura”. La Ragioneria di Stato sta infatti valutando i costi di copertura e, stando alle ultime indiscrezioni, almeno per ora il verdetto sul superbonus edilizia potrebbe essere sospeso.

In attesa di sciogliere gli ultimi nodi e che dal governo arrivi il via libera, vale la pena ricordare le posizioni del settore edilizio. L’Ance, l’associazione nazionale costruttori edili, è intervenuta in questo giorni sul tema presentando alcune stime. In un’intervista al Sole24ore ha definito il potenziamento dell’incentivo una misura “potentissima” che vale 6 miliardi di lavori con un effetto totale sull’economia di 21 miliardi e 100mila posti di lavoro. Il plauso dell’Ance va anche alla possibilità di cedere l’ecobonus alla banche, nuovissima misura che offre un appeal in più all’utilizzo di questo incentivo.

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Soddisfatta anche Anima Confindustria Meccanica che spera che tali misure possano  essere rese operative quanto prima. In particolare l’associazione ritiene che, proprio con l’obiettivo di riattivare la domanda in uno dei settori più penalizzati dall’attuale situazione di emergenza, sia necessario salvaguardare anche tutti gli interventi impiantistici più “piccoli”; interventi che possono partire da subito e che sono la vera linfa vitale per la filiera termoidraulica.

“Anima Confindustria, con le sue associazioni – sul legge in una nota stampa –  sostiene pertanto a gran voce l’introduzione di un “ecobonus rafforzato”, che parta dall’attuale perimetro della misura d’incentivazione e che contempli anche i singoli interventi monofamiliari: dall’installazione di una nuova caldaia a condensazione a una pompa di calore, dai sistemi ibridi al solare termico. Tutte tecnologie di eccellenza del tessuto industriale nazionale”.    

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