Le big oil non prendono sul serio la transizione energetica

Tra le 40 aziende dell’oil&gas più quotate in borsa la metà sono una scatola nera, l’altra metà ha reso pubblico come taglierà le emissioni e solo 5 hanno piani in linea con l’obiettivo dei 2°C

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Credits: Monica Hovland da Pixabay

I piani delle major non sono in linea con i criteri minimi per una transizione energetica sostenibile

(Rinnovabili.it) – Solo 5 delle 39 maggiori compagnie dell’oil&gas hanno messo a punto dei piani in linea con l’obiettivo  di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C. E solo la metà, 20 aziende, hanno reso pubblico come pensano di tagliare le emissioni legate alle loro operazioni, che nel complesso pesano per il 4% dei gas serra globali. Il resto delle major sono una scatola nera di cui non si sa praticamente nulla. A parte che non prendono sul serio la transizione energetica.

Brillano per poca trasparenza e mancanza di iniziativa 4 degli attori con maggiori quotazioni in borsa e attivi nella produzione di idrocarburi a livello globale. Parliamo di Chevron, Exxon Mobil, PetroChina e Saudi Aramco.

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 La classifica l’ha stilata Bloomberg, l’agenzia stampa con sede a New York. I suoi analisti hanno messo a punto un ‘carbon transition score’ cioè un punteggio che assegnano alle major in base ai progressi nella transizione energetica e nell’abbattimento delle emissioni di CO2. Uno strumento che è pensato per aiutare gli investitori a tener traccia della performance delle aziende in cui hanno interessi. I valori e i criteri presi come riferimento sono quelli fissati dall’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) nel suo Sustainable Development Scenario per il 2030.

Dalla classifica emergono anche altri dati. Primo, l’ostacolo più grande è agire sull’intera catena del valore. Delle 39 aziende, infatti, solo 8 hanno dei piani per ridurre le emissioni che vengono generate quando i loro clienti bruciano combustibili fossili. Non è affatto secondario, quest’obiettivo: comprende circa l’80% dei gas serra totali prodotti dalle grandi compagnie petrolifere.

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Secondo punto interessante: le compagnie europee tendono ad avere performance migliori e hanno fissato dei target più ambiziosi. L’Eni mira ad avere zero emissioni nette entro il 2030 e zero emissioni nette per l’intera azienda entro il 2040. Shell, BP, OMV, Repsol e Santos hanno dichiarato che puntano a diventare net-zero entro il 2050.

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