Gas e nucleare fuori dai prestiti del Meccanismo di Transizione giusta

Gli ambasciatori dei Ventisette hanno confermato la posizione del Consiglio dell’UE sullo strumento di prestito dedicato al settore pubblico, chiudendo le porte a combustibili fossili, impianti nucleari e prodotti del tabacco

Transizione giusta
Image by Isa KARAKUS from Pixabay

Al via i negoziati sul regolamento dedicato ai prestiti europei per la Transizione Giusta

(Rinnovabili.it) – No ai prestiti per il settore pubblico destinati a gas naturale e nucleare: questa la decisione definitiva dei Ventisette su uno degli strumenti cardine del meccanismo per una transizione giusta. Gli ambasciatori degli Stati membri hanno concordato ieri la posizione del Consiglio UE sul regolamento dedicato al nuovo strumento di prestito; e il testo votato sarà quello con cui i legislatori si presenteranno ai prossimi negoziati con l’Europarlamento, per mettere nero su bianco un provvedimento condiviso.

Per capire il valore del nuovo regolamento, è necessario fare qualche passo indietro.

Al fine di garantire che il Blocco raggiunga l’obiettivo delle zero emissioni nette entro il 2050 in modo equo, la Commissione europea ha delineato un Meccanismo di Transizione Giusta o Just Transition Mechanism. Si tratta di una strategia dedicata ad aiutare le regioni e i settori più dipendenti combustibili fossili, così come le industrie ad alta intensità emissiva, a intraprendere il percorso di decarbonizzazione.

Tale meccanismo comprende tre strumenti: il Fondo per una transizione giusta, un programma finanziario dedicato nell’ambito di Invest EU e uno strumento di prestito pubblico. Il 28 maggio 2020 Bruxelles ha pubblicato la proposta di regolamento per quest’ultimo elemento.

In questo contesto si è stabilito che il sostegno fornito agli investimenti pubblici assumerà la forma di sovvenzioni UE (per un totale di 1,5 miliardi di euro) combinate con prestiti concessi dalla BEI (10 miliardi di euro). Questi aiuti saranno disponibili per tutti gli Stati membri, inizialmente sulla base di quote nazionali assegnate, e verranno concessi tramite inviti a presentare proposte. E il sostegno sarà fornito solo a progetti incapaci di generare flussi di entrate sufficienti per essere finanziati con prestiti concessi a condizioni di mercato.

Transizione giusta: cosa finanziare e cosa no

La bozza di regolamento ha fatto sorgere diverse domande, prima fra tutte: quali progetti dovrebbero ricevere questi soldi? La proposta dell’esecutivo include infrastrutture energetiche e di trasporto, reti di teleriscaldamento, mobilità verde, gestione intelligente dei rifiuti, energia pulita e misure di efficienza energetica  ed economia circolare, ripristino e decontaminazione del territorio, infrastrutture sociali. Una lunga lista che i legislatori (Parlamento e Consiglio dell’UE) hanno affinato.

E nella sua posizione definitiva (testo in inglese), il Consiglio suggerisce alcune modifiche al testo preparato dalla Commissione UE. A partire dall’esclusione degli investimenti relativi a centrali nucleari, prodotti del tabacco e combustibili fossili. In altre parole i prestiti non potranno sostenere lo sviluppo di nuove iniziate nel campo del gas, individuato da alcuni come il necessario combustibile di transizione per la decarbonizzazione europea. La posizione dei Ventisette prevede anche la possibilità per i progetti che ricevono sostegno nell’ambito di questo strumento, di ottenere consulenze e supporto tecnico da altri programmi UE.

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