World Energy Review, uno sguardo ai cambiamenti del mondo energetico

Tutti i numeri dell’energia 2020 nella World Energy Review di Eni (Rinnovabili.it) – Una pandemia, una crisi economica globale, nuove dinamiche di mercato e una transizione ecologica che ogni giorno affonda le radici più in profondità. Questo lo scenario con cui si è dovuto confrontare il mondo energetico nel 2020. Per capirne i cambiamenti in […]

World Energy Review
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Tutti i numeri dell’energia 2020 nella World Energy Review di Eni

(Rinnovabili.it) – Una pandemia, una crisi economica globale, nuove dinamiche di mercato e una transizione ecologica che ogni giorno affonda le radici più in profondità. Questo lo scenario con cui si è dovuto confrontare il mondo energetico nel 2020. Per capirne i cambiamenti in atto e mettere a fuoco le tendenze più importanti, Eni ha lanciato la sua consueta rassegna statistica mondiale su petrolio, gas naturale e fonti rinnovabili. Ma per questa ventesima edizione, la pubblicazione cambia volto riunendo tutti i dati in un unico volume, la World Energy Review. Un documento puntuale che nasce per offrire un prezioso strumento di lettura dei mutamenti in atto. Dal crollo della domanda mondiale di petrolio al nuovo peso del GNL, passando per la capacità in crescita di eolico e fotovoltaico: la World Energy Review traduce gli scossoni e le evoluzioni del 2020 in informazioni chiare e di facile consultazione. E regala una fotografia unica del “nuovo” mondo energetico.

Nuovo perché le dinamiche innescate dal Covid-19, e in particolare dalle prime misure di contenimento del virus hanno scombinato tutte le carte in tavola, facendo crollare i consumi, ritardando i nuovi progetti e colpendo a più riprese i prezzi delle commodity. Come ci ricorda la World Energy Review – ex World Oil, Gas and Renewables Review – nel 2020 la contrazione della domanda energetica ha raggiunto livelli che non si vedevano dalla Seconda Guerra mondiale; un calo ben più sensibile di quello registrato nel 2009 all’indomani della crisi finanziaria. E ogni segmento del mercato energetico ne ha subito gli effetti. 

Per affrontare nel dettaglio gli aspetti più salienti, il documento suddivide le sue informazioni in tre sezioni. La prima è dedicata al petrolio: i dati spaziano dall’offerta e domanda 2020 alla qualità della produzione greggi per finire con i numeri dell’industria della raffinazione.  La seconda sezione offre invece uno sguardo sui mercati del gas naturale, con un capitolo riservato a “Commercio e Prezzi”. La terza si focalizza su capacità e generazione elettrica delle principali fonti rinnovabili non programmabili – fotovoltaico, solare a concentrazione ed eolico – a cui si aggiunge un focus sulla produzione dei biofuel.

Le energie rinnovabili nella World Energy Review

Una delle informazioni più interessanti contenute nel report è il dato sull’energia verde. Il settore è tra quelli che, per diverse ragioni, ha meno sofferto dell’impatto pandemico. Nel dettaglio, l’eolico mondiale ha raddoppiato le nuove installazioni rispetto al 2019 aggiungendo una capacità di 111 GW; valore che porta il totale cumulato a quota 733 GW a livello globale. La parte da leone l’ha fatta ovviamente la Cina installando circa 72 GW dei 111 totali. Seguono ad una certa distanza gli Stati Uniti con 14 nuovi GW eolici e la Germania con un più 1,4 GW. L’Italia entra per un soffio nella top ten eolica, guadagnandosi la decima posizione con 160 MW aggiunti nel 2020.

Buone performance anche per il fotovoltaico. Nell’anno della pandemia il settore ha installato oltre 125 GW di nuova capacità, confermandosi come il più dinamico nel mercato delle rinnovabili. Il dato cumulato a livello mondiale si avvicina quasi all’eolico con impianti per oltre 707,4 GW totali. Anche in questo la crescita è stata guidata dal gigante asiatico: in un solo anno la Cina ha aumentato la capacità fotovoltaica di ben 49 GW. Nella classifica dei primi 10 Paesi per nuove aggiunte, seguono gli USA (più 14,8 GW) e il Giappone (più 5,4 GW). Un discreto sesto posto all’Italia che chiude il 2020 con altri 729 MW solari.

Il documento offre anche i dati sul solare a concentrazione. Lo scorso anno il settore ha installato 101 nuovi MW, merito esclusivamente di Cina e Cile.

Il 2020 del petrolio e del gas

Uno dei cambiamenti che più hanno segnato lo scorso anno, è rappresentato dal crollo della domanda mondiale di petrolio. La World Energy Review di Eni ricorda come il prezzo del Brent sia sceso ad un livello che non si toccava da oltre 15 anni: una media di 41,7 dollari al barile con punte sotto i 20 dollari.  E per la prima volta nella storia, il WTI è addirittura arrivato sotto lo zero, anche se per un solo giorno. Per frenare il calo, l’OPEC e un gruppo di altri produttori petroliferi, tra cui la Russia, hanno concordato una serie di tagli record all’offerta. Nel contempo, il crollo dei prezzi ha determinato riduzioni anche delle produzioni non OPEC. Complessivamente la produzione mondiale di petrolio è diminuita del 6,5%, interessando tutte le categorie di greggio. 

Segno negativo anche per il gas, la cui domanda è diminuita per la prima volta dopo 10 anni di crescita pressoché costante; a guidare il calo sono stati principalmente il Nord America (meno 4,1%), la Russia (meno 3,2%) e l’Europa (meno 2,6%). Viceversa, tra i dieci maggiori consumatori di gas a livello mondiale, la Cina è quella che ha registrato un notevole incremento (più 6,5%) confermandosi il primo importatore globale. Flussi in aumento anche per Messico (più 16%), Giappone (5,2%) ed Iran (3%) all’interno della The World Top 10 Consumers, mentre un segno meno ha caratterizzato il 2020 degli altri Paesi. 

Conseguentemente la produzione globale di gas ha interrotto il suo trend al rialzo che durava da ben 10 anni. Il 2020 ha segnato, infatti, una contrazione del 2,8% rispetto al 2019, principalmente dovuta al calo della produzione in Russia (meno 6%) e negli USA (meno 2,5%), che assieme all’Iran detengono il podio produttivo. Nonostante l’impatto della pandemia sulla domanda di gas, il GNL ha continuato ad aumentare la sua quota sul totale di gas scambiato, raggiungendo il 40% (38% nel 2019). Nel 2020 sono stati commercializzati 484 miliardi di metri cubi (bcm) di GNL, di cui più del 70% importato dai paesi asiatici. Durante lo scorso anno gli USA hanno aumentato le esportazioni di GNL del 59%.

In collaborazione con Eni

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