La più grande batteria per rinnovabili d’Europa? Serve a Shell

Il colosso petrolifero ha annunciato la firma di un accordo pluriennale di fornitura di energia da un progetto di accumulo da 100 MW nel sud-ovest dell’Inghilterra. La taglia  rappresenta un nuovo record per lo storage europeo

grande batteria
Credits: malp © 123rf.com

 

 

La più grande batteria europea sarà in grado di alimentare 10mila famiglie per un interno giorno ad ogni carica

(Rinnovabili.it) – Cosa accomuna un gigante delle energie fossili come Shell a una delle cinque maggiori società di servizi elettrici di proprietà del governo cinese, quale China Huaneng Group? La risposta potrebbe sorprendere: entrambe sono coinvolte nel progetto della più grande batteria d’Europa. L’impianto, un sistema da 10 MW di potenza complessiva, sarà inaugurato a fine 2020 nel sud ovest dell’Inghilterra, nella contea del Wiltshire. La sua taglia potrebbe non sorprendere gli sviluppatori dell’Asia Pacifico, ormai abituati a confrontarsi con il “maxi-storage”, ma nel Vecchio Continente rappresenta ancora un primato invidiabile.

La batteria utilizzare la tecnologia d’accumulo a ioni di litio e a regime potrà fornire fino a 100 MWh al giorno, abbastanza per soddisfare le esigenze elettriche di 10mila famiglie della zona. Il progetto sarà realizzato dal fondo di investimento cinese CNIC e l’utility China Huaneng Group ma, come spiega la stessa Shell, nessuna delle due realtà sarà coinvolta nelle sue operazioni quotidiane una volta completata la costruzione. La gestione dell’impianto sarà infatti affidata alla startup Limejump, controllata Shell, e tramite la sua Shell Energy Europe Limited ha firmato un contratto pluriennale di acquisto dell’energia (PPA) fornita dalla grande batteria inglese.

 

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“Progetti come questo saranno di vitale importanza per bilanciare la domanda e l’offerta di elettricità nel Regno Unito, in quanto l’energia eolica e solare stanno svolgendo un ruolo sempre più importante nel fornire energia alle nostre vite”, ha affermato David Wells, vice presidente della Shell Energy Europe. “Le batterie si adattano in modo univoco all’ottimizzazione degli alimentatori mentre il Regno Unito si sposta verso un sistema a zero emissioni”.

L’attenzione del gigante petrolifero verso l’energy storage non è tuttavia una novità. Grazie ad una serie di acquisizioni mirate – tra cui la tedesca Sonnen, leader nei sistemi di stoccaggio intelligente – il gruppo sta costruendo solidi radici nel nascente mercato delle batterie. D’altra parte l’accumulo di rete sta guadagnando crescente popolarità con l’aumentare della capacità solare ed eolica installata nei paesi europei.

Nell’ultimo report statistico di WoodMac si stimano 4 gigawatt di impianti di stoccaggio a livello mondiale aggiunti lo scorso anno. Di questi, 600 MW appartengono solo a Germania e Regno Unito, i due mercati più avanzati su questo fronte e anche quelli su cui Shell ha già stabilito una concreta presenza. Nel dettaglio, in termini di futura crescita si stima che questi due Paesi insieme alla Francia saranno gli unici territori europei ad essere nella lista delle dieci potenze destinate a rappresentare quasi tre quarti del mercato globale dello storage (dati BNEF). A dominare il podio saranno ovviamente Corea del Sud, Cina e Stati Uniti.

 

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