Vicepresidente UE Šefčovič: inserire batterie e materie prime nei PNRR

Secondo il vicepresidente della Commissione europea serviranno sforzi concertati e continui da parte degli Stati membri per affrontare gli ostacoli allo sviluppo in Europa di una catena del valore delle batterie competitiva, sostenibile e resiliente

Šefčovič batterie
Maroš Šefčovič. Credits: Lukasz Kobus – Unione Europea 2021

L’incontro tra Maroš Šefčovič e l’Alleanza europea per le batterie

(Rinnovabili.it) – Il 2020 è stato l’anno dei veicoli elettrici nell’Unione Europea. I mezzi con la spina hanno raggiunto una nuova pietra miliare con 1.045.000 unità vendute, pari al 10,5% del mercato auto UE. E le stime a breve termine vogliono una rapida accelerazione del settore fino a toccare i 7-8 milioni di immatricolazioni elettriche entro il 2025. Di fronte a queste ottimistiche previsioni la domanda è una sola: l’industria europea delle batterie saprà tenere il passo con la domanda? Secondo Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea e commissario per l’unione energetica, la risposta è affermativa.

“Grazie agli sforzi concertati e al forte partenariato della Commissione, degli Stati membri, della BEI e dell’industria, l’Alleanza europea per le batterie (EBA) sta ottenendo risultati alla velocità della luce”, ha spiegato Šefčovič in un incontro d’alto livello con i rappresentati industriali. La riunione, rigorosamente virtuale, è stata l’occasione per mettere sul piatto della bilancia quanto fatto fino ad oggi e quanto ancora da fare, approfittando della preparazione dei PNRR dei Ventisette.

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L’Alleanza, che riunisce oltre 500 attori industriali, ha trasformato l’Europa in un hotspot della batteria – ha sottolineato il politico slovacco – colmando rapidamente il divario di investimenti con i suoi principali concorrenti asiatici”. In un solo anno, il 2019, la spesa del Vecchio Continente nell’energy storage ha raggiunto i 60 miliardi di euro, superando di gran lunga i 17 miliardi sborsati dalla Repubblica popolare cinese. “L’Europa è sulla buona strada per diventare il secondo più grande produttore di celle di batteria al mondo, dietro la Cina. I 30 progetti UE già annunciati copriranno quasi il 90% del fabbisogno di batterie domestiche”, ha aggiunto Šefčovič.

Ma la produzione non è tutto. È necessario che i Paesi UE mettano in campo sforzi concertati e continui per affrontare i rimanenti problemi della catena del valore. A partire, ovviamente, dal rafforzamento delle forniture locali di materie prime e della capacità di lavorazione di questi materiali, oggi per lo più in mano al Gigante asiatico. Di pari passo gli Stati membri dovranno aumentare le capacità di riciclo delle batterie per non sprecare risorse preziose e mantenere salda la leadership nell’economia circolare.

Questa discussione è estremamente tempestiva – ha rimarcato il vicepresidente dell’esecutivo UE –  poiché i nostri Stati membri stanno finalizzando i loro piani nazionali di ripresa e resilienza. Li incoraggio a includere investimenti in materie prime e avanzate, ma anche programmi di miglioramento delle competenze […] Si tratta di un triplice imperativo: non solo per vedere i progetti industriali emergenti operativi, ma anche per sostenere la trasformazione dell’industria automobilistica europea e per rafforzare la dimensione sociale della nostra ripresa“.

In questo contesto, ha ricordato Šefčovič, la BEI ha espresso la sua disponibilità a mantenere l’intera catena del valore delle batterie tra le sue massime priorità di investimento. La Commissione valuterà inoltre la possibilità di offrire un sostegno specifico agli Stati membri nella progettazione di riforme e iniziative di riqualificazione delle competenze in ambito batterie. E fornirà un contributo finanziario simbolico (ad esempio nell’ambito dell’FSE + o di Horizon Europe) necessario per creare”l’Accademia EBA 250″ e coprirne i costi di esercizio.

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