28 Gennaio 2023
tokamak

Installazione Eni a Maker Faire Rome

Eni rinnova, per il nono anno consecutivo, la partnership con Innova Camera, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma che organizza Maker Faire Rome – The European Edition, ospitando per il terzo anno consecutivo la Fiera presso i propri spazi di Roma Ostiense, nell’area dell’ex Gazometro, riaprendo per qualche giorno al pubblico un sito straordinario.

Eni sarà presente durante la kermesse con una propria installazione volta a raccontare ai visitatori la fusione a confinamento magnetico, una delle tecnologie più innovative del suo percorso di decarbonizzazione, e lo farà in questo luogo sempre di più “Distretto dell’Innovazione”; infatti, negli stessi spazi che avevano dato il via alla Roma industriale, fornendo energia a imprese e cittadini, nasceranno progetti di innovazione tecnologica che contribuiranno a fornire l’energia del futuro.

L’installazione riprodurrà, in chiave concettuale, un prototipo di reattore – chiamato “Tokamak” componente fondamentale del processo di fusione a confinamento magnetico, con il quale si punta a riprodurre, sulla Terra, la stessa forma di energia che alimenta le stelle.

Eni è impegnata da tempo su diversi filoni di innovazione  riguardanti le tecnologie associate a questa forma di energia:

  • è azionista di CFS, spin-out del Massachusetts Institute of Technology,con CFS collabora attivamente con l’obiettivo di accelerare l’industrializzazione della fusione a confinamento magnetico;
  • ha in corso una collaborazione scientifica con il MIT, nel programma LIFT (Laboratory for Innovation in Fusion Technology);
  • partecipa al progetto DTT (Divertor Tokamak Test facility) con ENEA e alcune università e centri di ricerca italiani , per l’ingegnerizzazione e la costruzione di una macchina sperimentale finalizzata a fornire risposte scientifiche e tecnologiche ad alcuni aspetti del processo di fusione;
  • collabora con eccellenze italiane, quali il CNR ed i principali atenei coinvolti in questo campo per accrescere il know how sulla fusione attraverso la ricerca di base, la modellazione avanzata e le competenze locali;
  • Eni ha inoltre messo a disposizione dei ricercatori il proprio Green Data Center che, con la sua grande potenza di calcolo, permette di utilizzare modelli matematici molto complessi per descrivere la fisica dei processi di fusione.

Attraverso i contenuti audio-visivi immersivi dell’installazione, realizzata su progetto di CRA – Carlo Ratti Associati e Italo Rota in uno dei Gazometri dismessi e riqualificati dell’area, il visitatore potrà “prendere coscienza” di una nuova forma di energia più pulita, più sicura e virtualmente illimitata, una tappa fondamentale nel percorso di Eni verso la Just Transition, ossia una transizione energetica equa non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico e sociale, resa possibile grazie all’innovazione tecnologica.

Un distretto dell’Innovazione nel cuore di Roma

L’innovazione tecnologica è la chiave di volta per far fronte a una delle sfide più importanti della contemporaneità: garantire a una popolazione mondiale in continua crescita un accesso all’energia equo, sostenibile e affidabile e, allo stesso tempo, contrastare il cambiamento climatico abbattendo le emissioni di anidride carbonica. Ma perché l’innovazione possa “accadere” c’è bisogno di luoghi che possano catalizzarla e trasformarla in concrete iniziative imprenditoriali, come l’area del Gazometro Ostiense.

Quest’area di Roma è stata inserita all’ottavo posto nel 2020 dal Guardian nella classifica dei quartieri più promettenti d’Europa, unico caso italiano. Una superficie complessiva di oltre 12 ettari dove Eni sta procedendo al costante recupero delle aree industriali e alle opere di bonifica. In questo contesto architettonico di storia industriale nasce così un vero e proprio “Distretto dell’Innovazione”.

Qui è stato già inserito l’headquarter di Joule, la Scuola di Eni per l’Impresa, creata per promuovere la formazione imprenditoriale sostenibile e l’accelerazione di startup con iniziative di business ascrivibili agli ambiti della transizione energetica, della decarbonizzazione e dell’economia circolare. In questo luogo si è insediato di recente anche ZERO, l’acceleratore clean-tech della rete nazionale di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che ci vede già collaborare con CDP Venture, Lventure, ELIS, Acea, Maire Tecnimont e Microsoft.

Ci saranno aree in futuro dedicate allo sviluppo e alla sperimentazione per l’innovazione di Eni nel campo delle nuove energie. Iniziative che potranno essere portate avanti anche con la partecipazione di altre imprese, start up, PMI, università e centri di ricerca.

La transizione energetica è, prima di tutto, una transizione tecnologica.

Innovazione tecnologica ed economia circolare, insieme con le competenze, sono le leve strategiche per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione che Eni si è data: il raggiungimento della neutralità carbonica di tutti i suoi prodotti e processi al 2050. Dalla continua condivisione fra la ricerca e sviluppo e le diverse aree aziendali emerge, ancora una volta, il ruolo fondamentale che le tecnologie hanno in questa strategia e come la loro applicazione risulti cruciale nel raggiungimento dei suoi obiettivi. Per offrire ai nostri clienti un mix completo di soluzioni a zero emissioni, infatti, dovremo sviluppare processi sempre più efficienti assieme a nuove fonti e nuovi vettori energetici.

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