Le cargobike nel trasporto locale, un valido sostituto dell’auto

L’attuale crisi economica ed energetica, il rialzo del costo del carburante, stanno spingendo sempre più persone a valutare ciò che da decenni l’azione ecologista propone: fare il più possibile a meno dell’auto nel trasporto locale… Ma con cosa sostituirla?

cargobike

di Linda Maggiori

La tendenza a rimettere in questione l’uso dell’automobile, seppur motivata da una situazione storica sempre più preoccupante, può essere colta come occasione per un cambiamento di prospettiva di cui far beneficiare la salute, la stessa resilienza economica, la vivibilità delle nostre città e in generale l’ecosistema. Anche i bambini ne gioverebbero: avrebbero più spazio per giocare e muoversi in autonomia e sicurezza. Una città con meno auto apre nuove prospettive di convivenza democratica a livello locale e di cooperazione educativa.

Ricordiamo che in Italia abbiamo un tasso di motorizzazione che è il più alto in Europa (65 auto ogni 100 abitanti). Ma come vivere senza auto (o con meno auto)? Come trasportare spese, bambini piccoli, anziani?

Un buon sostituto dell’auto, almeno per tragitti brevi e urbani è una vecchia conoscente dei tessuti urbani otto-novecenteschi anche in Italia: oggi la chiamiamo cargobike, ma un tempo era uno degli accessori distintivi delle classi popolari e dagli artigiani che si spostavano da paese a paese (dal gelataio, al calzolaio, all’arrotino, ogni mestiere aveva la sua bici). Per chi è curioso di storia, si può leggere qui una ricostruzione in inglese. L’Europa del nord è all’avanguardia nel recupero di questo prezioso mezzo. La cargobike è una bici con due o tre ruote, e un cassone anteriore. Il cassone può essere coperto da una “capote” impermeabile che si toglie quando non serve.

Io e la mia famiglia (quattro figli), viviamo senza auto da oltre 10 anni e abbiamo tante bici e una cargo bike. La usiamo da anni per portare i bambini quando sono piccoli (man mano che crescono vanno in autonomia con le loro bici), utile anche per portare carichi pesanti, valigie.

Ma la cargo bike non è solo utile per le famiglie: è estremamente versatile e sta assumendo sempre di più una importante funzione educativa e sociale, usata anche da associazioni, comitati di genitori, scuole e centri educativi.

Le cose che si possono fare con una cargo bike sono infinite, in questo articolo proviamo a dare qualche suggerimento.

Biblioteche a pedali!

Una cargo bike può essere trasformata con facilità in una biblioteca ambulante per portare cultura nei luoghi periferici, nei parchi o in piazza. A Faenza abbiamo appena creato la “Libera Biblioteca Popolare Itinerante” e da qualche mese facciamo baratti e prestito di libri nei vari parchi e quartieri. È stato molto semplice, riponiamo una semplice scaffalatura nel cassone della cargo, e arrivati nel posto mettiamo i libri in ordine sugli scaffali. Non serve neppure chiedere il permesso per occupazione di suolo pubblico, in quanto la nostra biblioteca occupa il posto di una bici, ed è itinerante. 

Mirko Garavita è tra i primi in Italia ad aver “ideato” la Biblioteca a Pedali, con la sua associazione Ruota Libera: “Da sempre credo che le bici e i libri sono le due cose che ci salveranno, per questo dal 2014 con mio cugino ho creato una biblioteca a pedali, recuperando scaffalature che sarebbero state buttate, adattandole e inserendole nella cargo bike. I libri vanno e vengono, li prestiamo nelle piazze, nei vicoli, nei parchi. Accorrono soprattutto le famiglie con i bambini. Abbiamo anche fatto incontri con le scuole, mostrando ai bambini la biblioteca a pedali e abbiamo collaborato con la biblioteca locale. Lo scorso anno siamo stati fermi, ma dovremo ricominciare a fare prestiti dal 24 aprile 2022, a Masiera, al Parco del Senio”.

Una Cargo Bike per il Pedibus

Le cargo sono molto utili anche per portare gli zaini dei bambini del pedibus, e così a Monte San Pietro (BO),  il Comitato Genitori ne ha acquistata una. Il pedibus, come tutti sanno, diffuso in tante scuole d’Italia, è una carovana di bambini che vanno a scuola in gruppo accompagnati da due/tre adulti volontari (genitori, nonni, cittadini), con almeno un “autista” all’inizio della fila ed un “controllore” che la chiude. Come un vero autobus di linea, il pedibus parte da un capolinea seguendo un percorso prestabilito (non troppo lungo), che raccoglie i passeggeri alle “fermate”, predisposte lungo il cammino rispettando un orario.
Un modo per promuovere movimento, autonomia dei bambini, educazione stradale, socializzazione, ambiente e risparmio. Un esempio concreto: presso l’Istituto Comprensivo di Monte San Pietro il progetto include anche il Comitato Genitori e l’Associazione AUSER. Come ci racconta l’assessora Barbara Fabbri: “Abbiamo avviato sette anni fa una linea sperimentale nella frazione di Monte San Giovanni. Solo pochissimi genitori erano interessati ma una di questi era una mamma norvegese che ha scritto un decalogo su come vestirsi in modo adeguato per andare a scuola a piedi tutto l’anno. Da 3 partecipanti iniziali ora sono 40! I bambini hanno zaini molto pesanti (anche perché un certo eccesso di zelo nelle normative anticovid impedisce di lasciare alcun libro a scuola) così il comitato genitori ha pensato di utilizzare un carretto per il trasporto zaini. Alcuni genitori attivi hanno trovato diversi sponsor e hanno acquistato una cargo bike che, quindi, sostituisce il carretto da tirare a mano ed è molto più comoda!”.

Cargo bike per la disabilità

Alberto Franceschini, di Senigallia, è titolare di AspassoBike, una piccola azienda che vende in Italia cargo destinate al trasporto disabili.

“Questa passione per le cargo è nata osservando un mio caro amico, che ha un figlio disabile con malattia degenerativa, e la fatica che faceva giornalmente per caricarlo e scaricarlo dall’auto per portarlo a scuola. Io ed alcuni amici gli abbiamo regalato una cargo bike per il trasporto disabili, prodotta in Olanda. Sia per lui, sia per il figlio, è stato un regalo meraviglioso, che ha molto migliorato i loro spostamenti in città e la qualità della loro vita. Ma era stato davvero difficile comprarla, e così mi sono detto: perché non provare a rivenderle qui in Italia? Da tre anni questo mercato è aumentato, mi chiamano da associazioni, centri educativi, servizi sociali ma anche tante famiglie con anziani e disabili. C’è chi mi ha detto è meraviglioso, non avevo mai sentito l’aria in faccia”.

L’obiettivo di Alberto è promuovere su tutto il territorio nazionale un progetto di mobilità sociale sostenibile ecologica e divertente.

Stiamo collaborando anche con aziende turistiche del territorio, per un turismo senza barriere architettoniche. Tutte le bici sono progettate e realizzate in Olanda da VanRaam, ci sono 40 modelli di biciclette per persone con differenti disabilità e possono essere personalizzate. Ci sono bici per trasporto di persone in carrozzina, con pedana basculante e sistemi di ancoraggio (il carico garantito è di 250 kg), ma anche cargobike con le carrozzine incorporate nel telaio della bici. Un sistema di sgancio permette poi di separare la bici dalla carrozzina. Abbiamo anche bici come la Fun2Go, per il trasporto di persone con disabilità psicomotorie, autistici, ipovedenti, ma è adatta anche al trasporto di persone costrette a muoversi in sedia a rotelle. Ha come funzione principale quella di favorire la relazione tra guidatore e passeggero: in questa bici i due sono affiancati. La persona disabile grazie a questa bici non solo riesce a vivere l’esperienza di una passeggiata in bicicletta al fianco del proprio accompagnatore, ma anche di fare fisioterapia, poiché i suoi piedi possono fare pedalata passiva. Immaginando a bordo una persona paraplegica, il passeggero potrà fare esercizio sia di mantenimento del tono muscolare che attività circolatoria. Ci sono cargobike che permettono il trasporto di due anziani contemporaneamente, molto utilizzate in Olanda nelle residenze per anziani e pian piano anche da noi. Abbiamo infine bici a 3 ruote, pensate per persone con disabilità che sono in cerca di autonomia nel muoversi con la bicicletta.”

Le cargo bike sono quindi mezzi di trasporto e di cambiamento sociale sempre più importanti (si trovano facilmente fonti online che ne esplorano le differenti potenzialità: vi segnalo ad esempio questo documentario, nell’ottica di città resilienti e carbon free, in quanto riescono a coniugare velocità di spostamento, adattabilità, efficienza energetica, infrastrutture leggere, costi contenuti. Non è solo un ambito di azione che interessa le famiglie più attente, le associazioni dedicate e le imprese che se ne servono, mai centri educativi per bambini, i centri per disabili e le residenze per anziani!  Certo però che non tutte le nostre città sono “cargobike friendly”, e questo apre in realtà spazi di iniziativa civica per chiedere di trasformarle: le scuole possono svolgere un importante ruolo di stimolo e di elaborazione di proposte creative che coinvolgano alunni e studenti.

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