Oltre la metà degli edifici scolastici italiani non ha certificato di agibilità: lo rivela il XXV Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente. Tra solai a rischio crollo, carenze antisismiche ed efficienza energetica quasi inesistente, la sicurezza degli studenti resta un’emergenza nazionale

Il 53% delle scuole italiane non possiede un certificato di agibilità. Un dato al limite della follia eppure è quanto ci restituisce, per l’ennesimo anno, il XXV Report di Legambiente Ecosistema Scuola 2025. Se da un lato cresce lievemente l’impiego di fonti rinnovabili, dall’altro emerge un problema di sicurezza ben più grave, portato con sé dalla mancanza di manutenzione.
Solai a rischio crollo, scarsa manutenzione e poca sicurezza
Sono ben 7.063 gli edifici indagati dalla venticinquesima edizione del report Ecosistema Scuola, provenienti da 97 comuni capoluogo dei 112 nazionali. I dati riferiti a scuole dell’infanzia, primaria e secondaria, confermano una tendenza pericolosa verso l’inadeguatezza sismica, la mancanza di sicurezza, l’insalubrità ed ovviamente una quasi inesistente efficienza energetica.
Nel 2024, anno di raccolta dei dati, solo il 47% delle scuole dispone di un certificato di agibilità, solo il 45% ha il collaudo statico e meno del 15% degli edifici situati in zona sismica è stato progettato o adeguato alle recenti normative antisismiche.
Per comprendere la gravità di questi dati, basti pensare che il rischio riguarda addirittura la messa in sicurezza dei solai, il cui crollo rappresenta ancora oggi una delle principali cause di incidenti nelle scuole italiane.
Solo il 31,2% degli edifici scolastici ha beneficiato di indagini diagnostiche sui solai negli ultimi cinque anni, con un leggero divario tra Nord (32,0%) e Sud (36,1%), ma che scende fino al 22,5% nel Centro. I danni rilevati, solo nel 10,9% dei casi sono stati oggetto di messa in sicurezza.
“Per Legambiente si tratta di una grave carenza di prevenzione, senza contare che in seguito al tragico incidente di Rivoli, sono stati stanziati fondi specifici per incentivare le indagini diagnostiche sugli edifici scolastici”.
Il miraggio dell’efficienza
Parallelamente alla sicurezza, le scuole italiane sono carenti anche dal punto di vista energetico. Il report Ecosistema Scuola 2025 evidenzia un percorso tutto in salita: nonostante l’84,9% delle amministrazioni comunali capoluogo dichiari di aver realizzato interventi negli ultimi cinque anni, questi hanno riguardato solo il 15,9% degli edifici.
Su questo tema le disparità territoriali sono evidenti: al Nord gli interventi hanno interessato il 25,1% degli edifici, mentre al Sud solo il 9,4%, percentuale che scende all’8% nelle Isole e al 7% al Centro.
Altrettanto significativa è la tipologia di interventi:
- il 25,4% ha riguardato riqualificazioni complessive,
- il 28% si è limitata a interventi parziali come doppi vetri e serramenti,
- il 24,3% è intervenuto sull’isolamento della copertura
- il 20% sulla sostituzione della caldaia tradizionale con una a condensazione,
- il 16,4% ha isolato le pareti,
- il 13,9% ha installato impianti da fonti rinnovabili,
- il 2,7% ha sostituito la caldaia con impianti da fonti rinnovabili
- nel 15,8% dei casi si è trattato di relamping.

Solo il 6,5% degli edifici con certificazione energetica risulta in classe A, il 66,6% si colloca nelle ultime tre classi energetiche (E, F, G). L’adozione di impianti da fonti rinnovabili è ancora troppo marginale (21%), con forti disparità tra le Isole, ferme al 10,8%, e il resto del Paese.
Mancano fondi ed investimenti per la manutenzione
Ma la mancanza di interventi viaggia di pari passo con la carenza degli investimenti.
Secondo il report Ecosistema Scuola, nel 2024 per la manutenzione straordinaria degli edifici scolastici sono stati spesi mediamente 39.648€ per edificio, in calo rispetto alla media annua degli ultimi cinque anni (43.563€). La spesa effettiva si ferma a 29.061 euro.
Il Nord si conferma l’area con maggiore capacità di programmazione e spesa, con 41.699€ mentre il Sud e le Isole faticano a trasformare le risorse disponibili in interventi concreti, rispettivamente con 5.564€ e 5.234€.
Anche la manutenzione ordinaria, pur essenziale per la gestione quotidiana degli edifici, resta sottofinanziata e diseguale, con una media di appena 8.338 euro spesi per edificio a livello nazionale.
“Seppure da anni vengono stanziati nuovi fondi per l’edilizia scolastica questi continuano a risultare estremamente frammentati, sia per fonte che per livello di governo, generando una dispersione che ostacola la pianificazione strategica e la trasparenza nell’allocazione delle risorse”, sottolinea Claudia Cappelletti, responsabile nazionale scuola di Legambiente.
La fotografia degli ultimi 25 anni
A 25 anni dal primo report Ecosistema Scuola, Legambiente prova a tirare le somme,ma la fotografia che emerge è poco incoraggiante. La mancanza di una strategia solida e continuativa per la manutenzione dell’edilizia scolastica (sia ordinaria che straordinaria), accompagnata da pochi fondi, seppur stabili, per la manutenzione ordinaria, ha spinto gli edifici verso l’inefficienza e la mancanza di sicurezza. Si parla di una una media di fondi che negli ultimi 16 anni, dal 2009 al 2024, è oscillata tra i 5.000 e i 13.000 euro per edificio, a seconda dell’area geografica. Un dato che per Legambiente evidenzia “una grave insufficienza rispetto alle reali esigenze correnti di gestione e cura del patrimonio scolastico”.
Per quanto riguarda gli edifici che necessitano di interventi urgenti, dopo un picco iniziale nei primi anni 2000, la percentuale è calata gradualmente fino a stabilizzarsi attorno al 30–35% nel decennio successivo. Dal 2018, però si osserva una nuova risalita, che riporta il dato vicino al 40% nel 2024.
Le 8 proposte di Legambiente al Governo per la scuola
A partire dall’analisi sullo stato dell’edilizia scolastica e dalle buone pratiche già attive in diverse realtà del Paese, Legambiente presenta al Governo otto proposte concrete per migliorare sicurezza, qualità e sostenibilità delle scuole italiane:
- Anagrafe aggiornata: potenziare il sistema di monitoraggio dell’edilizia scolastica con dati sempre aggiornati su interventi e finanziamenti.
- Piano strutturale di riqualificazione: avviare un programma coordinato per rinnovare il patrimonio edilizio scolastico pubblico.
- Nuovi Livelli Essenziali di Prestazione (LP): garantire standard minimi in tutte le scuole (trasporti, mense, palestre, spazi verdi, digitalizzazione e sostenibilità).
- Scuole come presìdi civici: valorizzare gli istituti attraverso la rigenerazione degli spazi, l’apertura extrascolastica e il coordinamento tra fondi edilizi e politiche sociali.
- Sicurezza strutturale: completare le indagini diagnostiche e mettere in sicurezza solai e strutture, con priorità per le zone a più alto rischio sismico.
- Efficienza energetica e comfort climatico: avviare un piano nazionale per la riqualificazione energetica degli edifici scolastici.
- Dimensionamento scolastico: affrontare la riduzione della popolazione studentesca con una programmazione condivisa tra Ministero, Regioni e territori.
- Mobilità sostenibile: promuovere piani di spostamento casa-scuola partecipati e co-progettati.
Scarica QUI il report Ecosistema Scuola 2025












