BCE: prestiti bancari alle imprese più inquinanti? Sono un rischio

Per la Banca Centrale Europea , i grandi istituti finanziari risultano particolarmente esposti a settori al alta intensità di emissioni

prestiti bancari
Credit: Yann Forget / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, Link

La BCE chiede la divulgazione dei dati sui rischi ambientali alle banche europee

(Rinnovabili.it) – Le grandi banche europee devono preparasi agli effetti della decarbonizzazione implementando una gestione mirata delle esposizioni verso determinate imprese. Questa la posizione della BCE, la Banca Centrale Europea, ribadita in questi giorni da Andrea Enria, presidente del Consiglio di vigilanza. Enria, in un’intervista della Reuters, ha spiegato come gli istituti dell’eurozona abbiano erogatoin media il 15 per cento dei loro prestiti a società con elevate emissioni di gas a effetto serra”, portando così a “enormi rischi per il settore finanziario”. 

Come già evidenziato in un’analisi ad hoc del mese scorso, le banche devono mettere in conto un cambiamento nelle performance del credito qualora le politiche di decarbonizzazione determinino importanti perdite o insolvenze nelle imprese. “Una brusca transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio avrebbe un grave impatto sui settori economici sensibili ai cambiamenti climatici, determinando un aumento delle perdite del sistema bancario fino al 60% rispetto a uno scenario di base”. In altre parole se gli istituti di credito non includeranno i fattori di rischio ambientale nella loro strategia aziendale, e non eviteranno i prestiti bancari alle imprese più inquinanti, non avranno le capacità di gestirne le conseguenze.

Il problema principale è dovuto proprio al fatto che “i rischi climatici tendono a diventare realtà nel lungo periodo, mentre le banche generalmente valutano i pericoli a breve termine”. Problema ulteriormente rafforzato dai requisiti normativi che incentivanoquesto approccio miope”. 

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La BCE aveva già dichiarato, a inizio giugno, di sostenere gli obiettivi dell’UE, “compresa la promozione di un’economia sostenibile che garantisca la prosperità e protegga il benessere a lungo termine dei cittadini dai rischi economici, sociali ed ecologici”. In quest’ottica indicava come compito dei governi la “mitigazione dei cambiamenti climatici” per i quali “le misure fiscali, in particolare i prezzi del carbonio, rimangono la prima linea di difesa”.

Va ricordato però che, nonostante le parole spese, la stessa BCE abbia acquistato obbligazioni da miliardi di euro legate alle imprese più inquinanti. Per difendersi, la Banca Centrale dell’eurozona ha spiegato che non è in suo potere escludere le imprese dagli acquisti di obbligazioni in base alla loro attività, non essendo un elemento che riguarda la politica monetaria. 

Ora la BCE chiede maggiori responsabilità agli istituti europei per quanto concerne i loro prestiti bancari, nello specifico, la divulgazione pubblica dei dati sui rischi ambientali

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