Lo sviluppo dell’Asia sarà senza carbone, parola dell’ADB

L’Asian Development Bank aggiorna la sua policy sui finanziamenti a progetti energetici. Via il carbone, resta il gas ma solo a determinate condizioni

Carbone: l’Asian Development Bank dice basta alle fossili
Foto di Peter H da Pixabay

Stop al carbone, ma gas energia di transizione

(Rinnovabili.it) – Basta finanziamenti a progetti legati al carbone, incluse nuove centrali termoelettriche. E un passo indietro anche sul supporto alla produzione di idrocarburi. L’Asian Development Bank prova a fare un grande balzo in avanti cambiando rotta rispetto al novembre scorso, quando aveva puntato i piedi per non dover sottoscrivere un impegno formale a dire addio al carbone insieme ad altre 400 banche d’investimento da tutto il mondo.

La decisione, spiega il board dell’istituzione con base nelle Filippine, è motivata dai “profondi cambiamenti nel panorama dell’energia” globale che sono avvenuti dopo il 2009, anno in cui aveva aggiornato per l’ultima volta la sua policy in materia. Aggiornamento, quello della settimana scorsa, dettato anche dalla consapevolezza di non essere più allineati con “il consenso globale sul cambiamento climatico”.

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Il documento è provvisorio e serve come base per una discussione pubblica con gli stakeholder, in un processo che si chiuderà a ottobre. Nel testo si mette un bando formale al finanziamento di progetti legati al carbone. Con due eccezioni: le operazioni di decommissioning di impianti vetusti, e quelle di ammodernamento di centrali termoelettriche a carbone per mitigare il loro impatto sul clima.

Il testo promette anche di rallentare su petrolio e gas. Ma anche qui si fanno dei distinguo. Il documento di policy consentirebbe all’Asian Development Bank di promuovere centrali elettriche a gas, terminali di gas naturale liquefatto e impianti di stoccaggio se soddisfano determinati criteri. Tra questi, casi in cui il gas va a sostituire diesel o carbone, oppure se fornisce energia a comunità che vivono senza elettricità.

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In altri termini, individua il gas come energia di transizione. Un passaggio che solleva alcune critiche da parte di chi teme che possa rallentare lo sviluppo delle energie rinnovabili. Secondo Julian Havers, responsabile del programma per le banche pubbliche presso il think tank E3G, “dare la priorità all’energia rinnovabile e ad altre soluzioni energetiche neutre per il clima come soluzione predefinita per la transizione energetica consentirebbe alla banca di plasmare le azioni e le priorità dei suoi pari”, ha spiegato a Climate Home News. “È fondamentale che la versione finale della politica energetica colmi la scappatoia per il finanziamento del gas per garantire che ADB diventi completamente allineato a Parigi”.

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