Deforestazione: così le banche centrali distruggono l’Amazzonia

La Fed americana, la Bce e la Banca d’Inghilterra hanno acquisito obbligazioni di colossi dell’agribusiness legati alla distruzione dell’Amazzonia

Deforestazione: così le banche centrali distruggono l’Amazzonia
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Un rapporto di Global Witness sui driver finanziari del logging illegale

(Rinnovabili.it) – Alcune tra le maggiori banche centrali finanziano su larga scala la deforestazione e l’accaparramento delle terre in Amazzonia. Anche se indirettamente. Come? Negli ultimi anni, la Federal Reserve statunitense, la Banca Centrale Europea e la Banca d’Inghilterra hanno cercato di iniettare liquidità nei mercati finanziari acquistando obbligazioni societarie. In alcuni casi, i soggetti coinvolti sono aziende con legami con la distruzione dell’ecosistema amazzonico, sostiene un rapporto dell’ong Global Witness.

Nel dettaglio, la Fed americana ha acquistato 16 milioni di dollari di obbligazioni dalla Archer-Daniels-Midland Company (ADM), dalla Bunge Ltd Financial Corp e da Cargill. Colossi dell’agribusiness e tra i maggiori player in Sudamerica. Ma soprattutto, tutti legati ad attività coinvolte nel logging illegale e nel land grabbing sia in Amazzonia che nel Cerrado, si legge nel rapporto.

Quanto alla Banca d’Inghilterra, dal 2016 ha acquistato una quota di cui non è nota l’entità in un’obbligazione da 150 milioni di sterline emessa da Cargill. La BCE, dal suo canto, ha acquistato una quota – anche qui non si conosce l’ammontare esatto – di debito di Bunge Finance Europe B.V.

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Che tipo di coinvolgimento hanno, queste aziende, nella deforestazione e nella distruzione dell’ecosistema amazzonico? Il grosso delle attività sospette passa attraverso l’acquisto di soia prodotta su terreni strappati illegalmente alla foresta tropicale. Le attività di Bunge nel settore della soia in Brasile sono state collegate, attraverso la sua catena di approvvigionamento, a “quasi 17.000 segnalazioni di incendi boschivi nel 2020 e a un’area a rischio di deforestazione grande quasi quattro quinti di Chicago negli anni tra il 2015 e il 2018”, scrive Global Witness. L’ong in un’inchiesta dell’anno scorso aveva poi sostenuto che ADM, Bunge e Cargill hanno alimentato le violazioni dei diritti umani acquistando da fornitori di soia in conflitto con le comunità tradizionali dello stato brasiliano di Bahia.

“In un momento in cui la crisi climatica sta devastando i paesi di tutto il mondo, è inaccettabile che le più grandi banche centrali finanzino società legate alla distruzione delle foreste e alle relative violazioni dei diritti umani. Se vogliamo avere una speranza di limitare il cambiamento climatico, abbiamo bisogno che quelle foreste rimangano in piedi. Qualunque sia lo scopo per cui sono stati creati i loro programmi di acquisto di obbligazioni societarie, sicuramente non era questo”, ha dichiarato Veronica Oakeshott di Global Witness.

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